Afghanistan, sindacati: "Aprire da subito corridoi umanitari per chi è in pericolo"

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Cgil Cisl e Uil esprimono "la loro preoccupazione per la drammatica situazione in Afghanistan e sollecitano il Governo italiano a farsi parte attiva, insieme a tutta la comunità internazionale, perché siano da subito aperti corridoi umanitari per tutte e tutti coloro che sono in pericolo e perché siano garantiti i diritti umani internazionalmente riconosciuti, i diritti delle donne e i diritti di tutto il mondo del lavoro". E' quanto si legge in una nota congiunta delle tre sigle sindacali.

"Sarà importante per la comunità internazionale - sottolineano i sindacati - intervenire diplomaticamente per assicurare la certezza del diritto e proteggere la popolazione, chiedendo una presenza Onu. Ma sarà altrettanto importante riflettere sulle conseguenze dell’intervento armato e della massiccia presenza militare estera che non è riuscita a sostenere la creazione di un governo democratico, così come sugli errori compiuti, compresa la sbagliata valutazione sul ritiro delle truppe estere. Questo deve essere il monito sui passi da compiere, perché non si rinunci alla prospettiva del multilateralismo e si trovino gli equilibri necessari per il rispetto e l’interazione tra culture diverse".

La finalità, aggiungono, "deve essere perseguire la convivenza pacifica e la concordia negli obiettivi di sviluppo umano e democratico, con pieno riconoscimento e affermazione dei diritti universalmente riconosciuti. Cgil, Cisl e Uil si attiveranno per promuovere una iniziativa europea a sostegno dei sindacalisti afghani della National Union of Afghanistan Workers and Employees (Nuawe)".

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