Afghanistan, Gb: "Attacco ad aeroporto tra poche ore"

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Potrebbe avvenire "tra poche ore" l'attacco terroristico all'aeroporto di Kabul. E' l'allarme lanciato dal sottosegretario britannico alle Forze armate, James Heappey, parlando alla tv Lbc, confermando l'alta credibilità della minaccia. Imminente a giorni, gli chiedono. "A ore", replica secco il sottosegretario, secondo cui c'è "una reale letalità dei piani di cui siamo al corrente".

Sia la Gran Bretagna che gli Stati Uniti, oltre all'Australia e alla Nuova Zelanda hanno chiesto ai propri connazionali di non recarsi all'aeroporto e a quanti si trovano già lì di andare via immediatamente a causa del rischio di un attentato, segnalato già ieri dall'intelligence americana. A quanto si apprende da fonti italiane in Afghanistan, anche l'Italia è in allerta.

Il ministro australiano degli Esteri Marise Paye avverte: "C'è una minaccia in corso di un attacco terroristico molto alta". Il Foreign office britannico, nell'emettere l'avviso ai propri connazionali, ha chiesto di "andare via verso un luogo sicuro e aspettare ulteriori notifiche".

Il dipartimento di Stato americano qualche ora prima aveva chiesto a quanti fossero in attesa all'Abbey Gate, East Gate o al North Gate di "andare via immediatamente".

Anche il ministero degli Esteri della Nuova Zelanda ha diffuso un 'advisory', chiedendo di non recarsi all'aeroporto a causa di una minaccia terroristica in corso molto alta e di restare in un luogo sicuro. Poi il ministero ha fatto sapere che "la Nuova Zelanda non accetterà più richieste dai cittadini afghani" dal momento che stanno per concludersi le operazioni di evacuazione.

La Francia annuncia che concluderà venerdì sera le operazioni di evacuazione dall'Afghanistan. "Da domani sera non saremo più in grado di evacuare nessuno dall'aeroporto di Kabul", ha detto il premier francese Jean Castex, parlando alla radio Rtl, in vista del ritiro americano dallo scalo confermato per il 31 agosto.

Diversi Paesi concludono, invece, oggi le operazioni di evacuazione dall'aeroporto di Kabul. Polonia e Danimarca hanno effettuato oggi l'ultimo volo, il Belgio ha terminato ieri sera e l'Olanda farà ancora un volo in giornata. La Turchia ha chiuso l'operazione ieri sera. Francia e Germania finiranno domani.

"E' un momento doloroso", ha detto il governo olandese, annunciando l'ultimo volo per oggi in una lettera al parlamento, in cui ammette di non aver potuto evacuare tutte le persone che avrebbe voluto. La conclusione della missione era necessaria per il rapido deterioramento della situazione attorno all'aeroporto, viene spiegato.

Anche la Polonia cita "la crescente minaccia terroristica e la crescente instabilità", annunciando l'arrivo in patria dell'ultimo volo. Le forze di Varsavia hanno evacuato 1300 persone su 14 voli.

Il Belgio ha concluso le operazioni ieri sera dopo aver trasportato oltre 1400 persone. La situazione già "caotica e pericolosa" sul terreno su è "seriamente deteriorata nel corso della giornata", ha detto stamane il premier Alexander De Croo. Bruxelles ha effettuato 23 voli militari, portando a Islamabad, in Pakistan, cittadini belgi, olandesi e lussemburghesi, oltre ad persone in pericolo immediato.

La Danimarca ha completato l'evacuazione dello staff dell'ambasciata e portato via un migliaio di persone. L'ultimo volo è già atterrato a Islamabad con 90 fra diplomatici e soldati danesi. "Non è più sicuro volare da Kabul", ha detto il ministro della Difesa, Trine Bramsen.

Intanto il primo ministro francese Jean Castex ha annunciato che le operazioni finiranno a domani sera. La Germania prevede per oggi ancora quattro voli e secondo fonti della Dpa concluderà la missione nella giornata di domani.

I combattenti talebani sarebbero riusciti nelle ultime ore a entrare nel capoluogo della provincia del Panshir, ultima sacca della resistenza in Afghanistan alle milizie del movimento fondato dal mullah Omar, e una delegazione del Panshir è arrivata nella capitale afghana Kabul per negoziare con il gruppo. E' quanto apprende l'Adnkronos da fonti di intelligence, secondo cui le milizie talebane avrebbero occupato la residenza di Ahmad Massoud, comandante della resistenza, figlio del leggendario Ahmad Shah Massoud.

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