Afghanistan, tutto ciò che c'è da sapere sui principali capi del gruppo dei talebani

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Afghanistan, tutto ciò che c'è da sapere sui nuovi leader talebani che hanno preso Kabul
Afghanistan, tutto ciò che c'è da sapere sui nuovi leader talebani che hanno preso Kabul

Sono passati solo due giorni, da quando Kabul è stata presa dai talebani, da quei video che stanno facendo il giro del mondo degli spari all’aeroporto di Kabul contro i civili. Una delle domande che abbraccia tutti è certamente quella secondo la quale ci chiediamo chi so no questi nuovi leader talebani.

Attraverso i servizi sul campo della Cnn e della Bbc, è evidente che in queste settimane i talebani abbiano scelto di mostrare volti differenti: in primis un volto locale, ossia colui che agisce nelle varie città del Paese. Dall’altro canto pure un volto globale, ossia di colui che si occupa delle relazioni internazionali con il fine di creare alleanze, strategie e aiuti economici.

C’è da dire sicuramente che i talebani non erano di certo scomparsi in questi anni di governo di Ashraf Ghani, basti pensare alle tasse del 10% sulla produzione del papavero da oppio oppure alle tasse-estorsioni sulla popolazione da 160 milioni di dollari l’anno.

Afghanistan, i nuovi leader talebani: Haibatullah Akhundzad

Tuttavia, in vent’anni si erano sempre nascosti dietro la figura di Mullah Omar, che li rappresentava. Ora sono 4 i principali capi del gruppo. Vediamo nel dettaglio.

Partiamo da Haibatullah Akhundzad, il capo supremo dei talebani. É il successore di Mullah Mansour Akhtar, morto nel 2016 per mano degli americani in Pakistan. Mullah Hibatullah, nonostante la sua poca esperienza nel campo molitare, è attualmente a capo del nascente Emirato islamico proclamato dai talebani. Tuttavia, la sua figura resta ancora avvolta da molti misteri, tanto è vero che i suoi interventi pubblici finora si sono limitati solo a qualche annuncio in occasione delle feste islamiche. C’è addirittura chi tra gli studiosi pensa che non sia più in vita, considerando che l’ultima volta che è stato visto in pubblico è stato molti anni fa.

Afghanistan, i nuovi leader talebani: Abdul Ghani Baradar

Poniamo ora l’attenzione su Abdul Ghani Baradar, principale leader politico dell’organizzazione, nonchè uno dei fondatori dei talebani. Baradar è cresciuto a Kandahar, luogo di nascita dei talebani ed è colui che a Doha ha lottato sia per i colloqui di pace con il governo afghano nel 2020 sia per negoziare in questi giorni con gli Stati Uniti. Nel 2018 è uscito da una prigione in Pakistan e nel 2020, a seguito della firma per gli accordi per il ritiro delle truppe statunitensi dall’Afghanistan, Baradar è colui che ha incontrato di persona l’ex presidente Donald Trump. Baradar è, quindi, il primo leader talebano che ha comunicato di persona con un presidente degli Stati Uniti.

Afghanistan, i nuovi leader talebani: Sirajuddin Haqqani, capo della rete Haqqani

Passiamo ora ad Sirajuddin Haqqani, uno dei leader meno moderati. Sirajuddin Haqqani è figlio di Jalaluddin Haqqani, cioè il fondatore della rete Haqqani, nome con il quale viene indicato un gruppo di insurrezionalisti islamici attivo in Afghanistan e Pakistan molto vicino ai talebani. La rete al momento fa capo proprio a Sirajuddin, che è anche vice leader dei talebani.

Afghanistan, i nuovi leader talebani: Mohammad Yaqoob

In ultimo, ma non per importanza, Mohammad Yaqoob, il figlio maggiore del fondatore dei talebani Mohammad Omar. Mohammad Yaqoob risulta essere a capo dell’esercito dell’organizzazione. Dopo la morte del padre, è salito alla ribalta nel 2013, tuttavia ora sembra essere uno dei leader più moderati. Infatti, Yaqoob è colui che avrebbe invitato i combattenti talebani a non colpire i membri dell’esercito afghano o quelli del governo. Avrebbe anche chiesto di non saccheggiare le case vuote e di far sì che le attività dei mercati e dei negozi non venisse intaccata.

Finora le testimonianze raccolte sono tante: ad esempio alcuni commercianti di Mazar-i-Sharif sono stati intervistati dalla Bbc. In questa circostanza hanno raccontato di essere stati obbligati a trasmettere dalle loro radio solo musica islamica, quando prima potevamo mandare in onda anche musica pop.

Da Kandahar, città di nascita dei talebani, arrivano le testimonianze di alcune donne afghane, che avevano già attestato di aver dovuto lasciare il loro lavoro. Mentre è ancora in fase di stand by Kabul.

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