Afi: Italia è super potenza musicale ma Istituzioni non lo sanno

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Milano, 21 giu. (askanews) - "Ogni anno, il 21 giugno, festeggiamo la musica ma quest'anno la data di oggi assume un significato ancor più simbolico perché si festeggia la ripartenza dell'industria musicale dopo due anni di restrizioni. E proprio perché oggi è un giorno simbolicamente importante, voglio lanciare un appello alle Istituzioni, sottolineando ancora una volta l'urgenza, soprattutto dopo gli anni di pandemia e di crisi economica, che il comparto venga visto non solo come intrattenimento ma anche come dorsale industriale del Paese". Così, il presidente dell'Associazione fonografici italiani (Afi), Sergio Cerruti, ha commentato il 28esimo appuntamento con la giornata europea dedicata alla musica.

In una nota, l'Afi ha ricordato che i dati Ifpi classificano il settore discografico italiano nei primi 10 posti dei mercati più importanti a livello globale, con una crescita del 27,8%. "Una crescita non casuale ma frutto della capacità del settore di innovarsi e rinnovarsi" ha sottolineato Cerruti, perché dal rapporto emerge come l'aumento maggiore sia dovuto soprattutto allo streaming audio e video cresciuto del 24,6% arrivando a 208 milioni. "Sono numeri che sicuramente riaccendono le luci della speranza e delle aspettative della discografia italiana - ha continuato il presidente dei fonografici - ma non possiamo dimenticarci delle piccole e medie imprese che compongono il settore, che non sono riuscite a superare la prova da sforzo che il periodo storico ha richiesto e che le nostre Istituzioni non hanno adeguatamente intercettato e sostenuto, proprio perché essendo un settore cosi vasto e stratificato esige una preparazione da parte dei tecnici ministeriali che ad oggi non esiste".

Afi ha quindi evidenziato che "oggi tutte le ricerche di mercato ci regalano un futuro ricco di ottimismo, da ultimo la Goldman Sachs che stima al 2030 un valore del settore a livello mondiale di oltre 150 miliardi di dollari". "Le possibilità espansionistiche del settore sono sicuramente in crescita grazie al digitale e allo streaming, oggi asset imprescindibili per la crescita economica delle nostre imprese" ha continuato Cerruti, aggiungendo che "per quanto i segnali sul futuro siano positivi, però,il presente continua a preoccuparmi: siamo una superpotenza culturale che viene intercettata solo quando presenta stime economiche di crescita e non quando lancia gridi di allarme". "Stime, tra l'altro, sempre realizzate con il supporto delle associazioni di categoria - ha proseguito - nel totale silenzio delle Istituzioni, che in quanto a numeri di settore sono rimasti al 2016 con lo studio di Italia Creativa".

"La storia del nostro settore sta cambiando molto velocemente: oggi private equity e fondi d'investimento internazionali arrivano nel nostro Paese con la volontà di acquistare beni e asset delle aziende italiane di settore" ha spiegato il presidente dell'Afi, concludendo "ciò che chiedo da tempo alle Istituzioni è di esercitare la Golden Power della cultura e mettere un freno all'acquisto sfrenato dei grandi fondi internazionali, sostenendo le imprese culturali e creative del nostro Paese nella persevazione del patrimonio artistico italiano".

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