Africa, Save the Children: in 5 anni oltre 55mila crimini contro bimbi -2-

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Roma, 10 feb. (askanews) - Sebbene alcuni leader africani abbiano messo in campo azioni per prevenire le violenze nei confronti dei bambini, Save the Children esprime forte preoccupazione sui progressi ancora troppo lenti.

Stephen ha 16 anni ed è del Sud Sudan. È sopravvissuto a un attacco nel suo villaggio, ma nella confusione ha perso uno dei suoi amici: "I combattimenti sono iniziati all'improvviso e tutti hanno iniziato a fuggire. Siamo finiti nella boscaglia. Quando siamo tornati ho trovato i genitori del mio compagno di scuola e ho chiesto loro come stesse il mio amico. Mi hanno risposto che non l'avevano visto e non sapevano dove fosse. È stato un evento molto doloroso per me. Il nostro governo dovrebbe fare in modo che i bambini possano stare al sicuro, possano andare a scuola e non si uniscano ai gruppi armati", ha raccontato Stephen agli operatori di Save the Children.

Save the Children chiede agli Stati membri dell'Unione africana e a tutte le parti in conflitto di impegnarsi a porre fine alle guerre e ad assicurare la protezione necessaria ai bambini nel corso dei conflitti. Reclutamenti nei gruppi armati, traffico, sfruttamento, violenze e radicalizzazioni sono rischi dai quali ogni bambino sfollato dovrebbe essere messo al sicuro, sottolinea ancora l'Organizzazione. Gli Stati membri dell'Unione africana devono inoltre dare priorità al coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze nei processi decisionali per mettere in campo azioni per proteggerli, come i programmi di prevenzione, risposta all'emergenza e ricostruzione post-conflitto.

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