Agente accoltellata in Francia, l'aggressore muore dopo la cattura

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AGI - Nuovo episodio di violenza contro le forze dell'ordine in Francia: una poliziotta è stata accoltellata La Chapelle-sur-Erdre, vicino a Nantes, da un uomo ucciso dai gendarmi dopo un'imponente ricerca.

Durante la cattura, c'è stato uno scontro a fuoco nel quale sono stati colpiti due agenti e lo stesso sospettato, morto poco dopo per le ferite riportate. La poliziotta, colpita alla coscia, è in prognosi riservata.  

Secondo la stampa, l'aggressore quarantenne era uscito da pochi mesi dalla prigione dove aveva scontato una pena di diversi anni per reati comuni.

In carcere gli era stato diagnosticato un disturbo schizofrenico ed era anche stata notata la sua radicalizzazione, per la pratica rigorosa dell'Islam. Il suo caso rientrava tra quelli segnalati ma era stato "preso in considerazione" dalle forze dell'ordine solo a marzo.

Secondo una prima ricostruzione, l'uomo è entrato nel commissariato e ha colpito l'agente, prima di scappare a piedi, portandosi via la pistola d'ordinanza. Le scuole della zona sono state isolate, mentre le forze dell'ordine hanno esortato a "evitare la zona", a non lasciare le abitazioni e non aprire a sconosciuti.

Un'ottantina di agenti sono stati impiegati per localizzarlo, comprese le teste di cuoio di Nantes, aiutati da due elicotteri e tre unità cinofile.

Il ministro dell'Interno, Gerard Darmanin, si è immediatamente recato sul posto insieme alla sottosegretaria Sarah El Hairy. Da lì, ha confermato la notizia del fermo del sospettato, ringraziando i gendarmi per il lavoro svolto e lanciando "un pensiero per coloro che sono rimasti feriti nel corso della cattura".

L'attacco a La Chapelle-su-Erdre, cittadina di 20 mila abitanti a nord di Nantes, arriva nello stesso giorno in cui il ministro della Giustizia, Eric Dupond-Moretti, ha esortato i giudici a mostrare "fermezza" nei confronti di colpevoli di attacchi contro le forze dell'ordine. Cordoglio e solidarietà sono stati espressi nei confronti degli agenti dall'intero panorama politico. La leader di Rassemblement National, Marine Le Pen, ha polemizzato perché un uomo conosciuto per la sua radicalizzazione poteva essere "fuori, libero di fare del male" e ha esortato il governo a "fornire risposte a questa situazione intollerabile".