Aggiornamenti guerra pomeriggio

Guerra in Ucraina
Guerra in Ucraina

La città di Mariupol è uno dei posti che hanno sofferto di più gli effetti della guerra tra Russia e Ucraina. Al momento la popolazione rischia di morire di fame e di sete. Le autorità lanciano l’allarme.

Guerra in Ucraina, a Mariupol mancano acqua e cibo

Si parla di una stima che dalle 150 alle 170mila persone tenute in ostaggio dalle autorità locali che hanno occupato Mariupol. Petro Andriushchenk, consigliere del sindaco, ha reso nota, grazie a dei video su Telegram, la situazione attuale che vivono gli abitanti della città occupata dai russi. Andriushchenk fa sapere che cibo e acqua potabile scarseggiano e la gente è costretta a recarsi nei punti di distribuzione dove l’acqua non è sufficiente per tutti. Queste notizie sono state riportate anche dall’agenzia di stampa ucraina Ukrinform.

Continua l’offensiva russa nell’acciaieria Azovstal

Non si fermano gli attacchi dell’esercito russo all’acciaieria Azovstal. Il Battaglione Azov, che difende strenuamente la fabbrica presa di mira da Mosca, ha denunciato altri scontri con bombe, artiglieria e tank. Sebbene la situazione sia stata presentata come critica già prima degli attacchi odierni, le forze di resistenza continuano a non cedere l’acciaieria alle truppe rivali.

I ceceni non si fermano

Ramzan Kadyrov, leader della Cecenia, ha annunciato che saranno inviati oltre 600 soldati volontari in Ucraina. Il loro obiettivo è quello di “porre fine alle bande in Ucraina il prima possibile e chiamare i terroristi a rispondere”. La comunicazione di Kadyrov è stata riportata su Telegram, dove ha scritto: “Si sono riuniti all’aeroporto internazionale di Grozny più di 600 soldati completamente attrezzati e con un grande desiderio di ripulire le terre del Donbass, di Lugansk e così come tutta l’Ucraina“.

L’arco dell’amicizia a Kiev cambia nome

Si chiamava “Arco dell’amicizia dei popoli” ed è stato costruito nel 1982. Da oggi però, dopo una riunione del consiglio comunale di Kiev, si chiamerà “Arco della libertà del popolo ucraino“. Vitali Klitschko, sindaco della capitale ucraina, ha inoltre “approvato un elenco di oltre 40 monumenti e memoriali che devono essere rimossi dalle strade e dagli edifici di Kiev per essere trasferiti al Museo del totalitarismo“.

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