Aggressione al pronto soccorso, lite con infermiere e schiaffi al medico

aggressione al pronto soccorso

Un’aggressione al pronto soccorso di Putignano, in provincia di Bari, ha coinvolto un medico e un infermiere della struttura. I parenti della paziente, arrivata al pronto soccorso nella mattinata di domenica 1 marzo, non volevano restare in sala d’attesa. Stanchi di aspettare, hanno insultato e picchiato i due.

Aggressione al pronto soccorso: la dinamica

Ancora aggressioni al pronto soccorso. L’ultimo caso arriva dalla provincia di Bari. A denunciare l’accaduto è Filippo Anelli, presidente dell’Omceo Bari e della Federazione nazionale degli Ordini dei medici.

Prima è scoppiata la lite con un infermiere addetto al triage, poi l’aggressione ai danni di un medico, il quale è stato violentemente schiaffeggiato. A causa dello schiaffo in pieno volto, l’uomo, che è cardiopatico, ha avvertito un malore.

A detta dei familiari che domenica mattina hanno accompagnato al pronto soccorso la paziente 24enne, i medici avrebbero dovuto visitare subito la giovane. Così è nata la lite con l’infermiere. Successivamente, quando la ragazza è stata ammessa in sala visite, la suocera ha preteso di entrare insieme a lei. Il medico, tuttavia, pare le abbia gentilmente chiesto di uscire. È a quel punto che la donna ha iniziato ad aggredirlo: dopo gli insulti è passata alle mani, sferrandogli uno schiaffo in volto. Fondamentale l’intervento della guardia giurata e dei carabinieri, con cui è stato possibile risolvere la situazione e calmare gli animi.

L’intervento di Filippo Anelli

Filippo Anelli, presidente dell’Omceo Bari e della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, ha commentato quanto successo: “Esprimo la mia solidarietà personale e quella dell’Ordine dei medici che rappresento al collega”.

Poi gli auguri al medico di Putignano: “Mi auguro che il collega, che è molto provato da quanto accaduto, possa riprendersi e tornare quanto prima al lavoro. L’episodio di Putignano, così come quello altrettanto recente di Napoli, sono ancora più drammatici in un momento come questo in cui al servizio sanitario viene chiesto uno sforzo suppletivo”. Quindi ha concluso: “Di fronte all’epidemia di Coronavirus la carenza di personale si fa ancora più acuta e i medici sono sottoposti a turni massacranti. Mi rivolgo ai cittadini con le parole della nostra ultima campagna di comunicazione, tuttora in corso: se aggredisci un medico, tanto più in questo momento in cui tutti stanno lavorando per contenere la diffusione del Covid-19, poi la vita chi te la salva?”.