Aggressione con le spranghe in stazione ad Hong Kong: 45 feriti

Aggressione con le spranghe in stazione ad Hong Kong: 45 feriti

Hong Kong, 22 lug. (askanews) – Con indosso magliette bianche e il volto parzialmente coperto, un gruppo di uomini armati di mazze da baseball e spranghe di ferro ha aggredito selvaggiamente i pendolari in una stazione metropolitana a Nord di Hong Kong, nel distretto di Yuen Long.

Il bilancio dell’aggressione – che potrebbe essere legata alla mafia cinese e che ha aggravato la crisi in cui è piombata l’ex colonia britannica – è di 45 feriti, uno dei quali in condizioni critiche e 5 in condizioni gravi.

Le violenze sono avvenute dopo la nuova manifestazione antigovernativa nel centro di Hong Kong, organizzata per chiedere più democrazia e meno dipendenza dalla Cina. I dimostranti pro-democrazia stavano rientrando a casa, quando sono stati aggrediti sulle banchine e dentro i treni.

“Pensava di aiutare, ma diverse persone si sono precipitate contro di lui e hanno iniziato a picchiarlo con spranghe di ferro, armi e bastoni di legno”, racconta questo giornalista sportivo.

“Ho visto una persona prima di essere picchiata a terra che sanguinava dappertutto, ho tentato di andare lì e dire loro ‘ sanguina ovunque, la porto via’, ma non mi hanno lasciato passare. Avevano diversi tipi di armi, si sono avvicinati e mi hanno aggredito”, ha aggiunto un altro testimone.

Ci sono state polemiche anche per l’intervento tardivo della polizia, arrivata sul posto solo un’ora dopo il pestaggio, e per il fatto che nessun aggressore sia stato arrestato, nonostante alcuni di loro siano rimasti nei pressi della stazione di Yuen Long fino alle prime ore del mattino.

Tra i feriti anche un deputato democratico, Lam Cheuk-ting, ferito al viso e alle braccia, che ha tirato in ballo “la Triade”: “Queste aggressioni barbare e violente violano la linea rossa della società civilizzata di Hong Kong”, ha affermato. Su Twitter un utente ha attaccato: “Quando i banditi cinesi aggreddiscono i cittadini, nessun poliziotto è presente. Vergogna!”.