Aggressione del tassista a Roma: il cliente era ex collega in pensione

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Emergono ulteriori dettagli in merito alla brutale aggressione di un tassista avvenuta all’aeroporto di Fiumicino, in provincia di Roma, lo scorso 27 novembre. Il cliente 60enne colpito al volto dal pugno del conducente era stato infatti anch’egli un tassista della Capitale, ma da qualche anno si era ritirato dalla professione per trasferirsi con la moglie in Perù. È quanto riportato da un amico di Fabio D.M., attualmente ancora ricoverato in ospedale per le percosse subite quel giorno in aeroporto.

Aggressione a Roma: cliente era ex tassista

Stando a quanto appreso, sembra che il cliente aggredito avesse venduto la licenza da tassista quattro anni fa, al fine di trasferirsi in Perù con la moglie sudamericana. Recentemente però, l’uomo aveva deciso di tornare a Roma per poter star più vicino alla figlia. Fabio D.M. era infatti appena tornato nella Capitale da Madrid, dopo aver accompagnato la moglie per un viaggio all’estero, quando all’uscita dell’aeroporto di Fiumicino è stato aggredito da quello che si può considerare un ex collega.

Secondo la ricostruzione data ai militari, il cliente avrebbe chiesto al tassista se applicasse il tassametro alla corsa, domandando infine quanto sarebbe costato il viaggio, per poi sentirsi rispondere dal conducente: “Non rompere i co***oni se voi sali’ sali, sennò scenni… Chissene frega”, il quale ha in seguito fatto scendere l’uomo e i suoi bagagli dal veicolo. A quel punto il 60enne avrebbe provato a protestare, venendo però anticipato dal tassista che gli ha sferrato un pugno in pieno volto facendolo cadere a terra.

Le scuse del conducente del taxi

All’indomani delle polemiche scatenatesi in seguito all’aggressione, il tassista Stefano Miconi ha porto le sue scuse all’uomo e alla città di Roma, aggiungendo però di avere semplicemente risposto ad una provocazione: “Ho sbagliato a picchiarlo e ad andare via. Ma sono stato insultato e provocato. […] Ho sentito battere contro il vetro, continuava a insultarmi e batteva con la mano. Purtroppo ho perso la pazienza e la lucidità”.

Una versione che si discosta da quanto raccontato invece dall’aggredito, che afferma di aver semplicemente bussato con le nocche al finestrino del taxi dicendo:Non si fa così, non può rifiutare un cliente, c’è un regolamento”. Inizialmente ricoverato in ospedale con una prognosi di trenta giorni per una frattura al setto nasale, i medici hanno in seguito riscontrato al 60enne una lesione all’occhio per il quale dovrà sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico.