Aggressione a Gloria Cuminetti: attrice colpita con un pugno a Torino

aggressione a Gloria Cuminetti

Aggressione a Gloria Cuminetti, colpita con un pugno a Torino. È attrice e interprete, famosa per aver recitato in ruoli importanti. Per il cinema ha lavorato in “Sexxx” (2015), per la regia di Davide Ferrario e distribuito nelle sale italiane da Nexo Digital. Nel 2016 ha lavorato anche per una pubblicità di Martini.

Aggressione a Gloria Cuminetti, la dinamica

L’attrice, 30enne di origini bergamasche, si trovava nel capoluogo piemontese quando un marocchino di 34 anni l’ha aggredita tirandole un pugno in volto.

A fermare il responsabile dell’aggressione ci hanno pensato i carabinieri, che si sono trovati costretti a utilizzare un taser. Si tratta di una pistola elettrica capace di produrre un elettroshock, bloccando e immobilizzando il soggetto colpito. Come ricorda Il Fatto Quotidiano, la pistola porta la marca Axon, un’azienda statunitense, che un tempo si chiamava proprio Taser International, in riferimento al loro principale prodotto.

Dagli accertamenti eseguiti subito dopo il fermo dell’uomo è emerso che il 34enne, poco prima di colpire la giovane attrice, aveva spintonato e insultato due coniugi. L’aggressore è stato successivamente arrestato con l’accusa di violenze e resistenza a pubblica ufficiale, colpevole anche di aver provocato lesioni gravi. Gli agenti hanno poi deciso di portare l’uomo in ospedale, dove è stato sottoposto ad alcuni accertamenti. In seguito, gli hanno diagnosticato un’agitazione psicomotoria e abuso di cannabinoidi. Queste le informazioni rese note da Tgcom24.

Sul web intanto si susseguono gli insulti rivolti al colpevole dell’aggressione, fortunatamente conclusasi nel migliore dei modi. “Sono stati costretti ad usare il taser… Poverino. Ancora si fa male il bambinello”, ironizza qualcuno. Altri rincarano la dose affermando: “Tranquilli che ora ci saranno i soliti benpensanti che diranno che bisogna comprenderle queste persone… Bisognerebbe che queste aggressioni capitassero a qualche loro figlia o nipote”. “Un altro gentleman che ci sta pagando la pensione”, dice un internauta. E c’è anche chi polemizza contro la giustizia italiana: “La colpa non è dell’aggressore ma degli Italiani e di Salvini… Siamo un popolo razzista… Lo sfruttiamo e si droga perché è discriminato… Questa potrebbe essere la sentenza di un giudice ed essere libero dopodomani”.