Aggressione medici, Anelli: applicare procedibilità d'ufficio

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Roma, 22 gen. (askanews) - Prevedere la procedibilità d'ufficio per tutti i reati commessi contro gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni. A chiederlo è la Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, audita questa mattina alla Camera, dinnanzi alle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali, nell'ambito dell'esame dei progetti di legge recanti "Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni". A rappresentare la Federazione, il suo Presidente, Filippo Anelli.

La Fnomceo, nel dettaglio, richiede una modifica del disegno di legge n. 2117, già approvato dal Senato, che vada nel senso di rafforzare l'articolo 4, laddove prevede che i reati di percosse e lesioni siano procedibili d'ufficio, quando ricorre l'aggravante del fatto commesso con violenza o minaccia in danno degli operatori sanitari e socio-sanitari. L'applicazione della procedibilità d'ufficio andrebbe, secondo la Fnomceo, prevista per tutti i reati commessi contro gli operatori nell'esercizio delle loro funzioni. In questo modo, si solleverebbero le vittime dall'onere di denunciare i loro aggressori, che può rappresentare un pesantissimo condizionamento psicologico. Il più delle volte, infatti, il sanitario aggredito non denuncia, per vergogna, per rassegnazione, ma anche per paura di ritorsioni.

Un'attenzione particolare va riservata, sempre secondo la Fnomceo, ai reati di violenza sessuale e di atti persecutori, per i quali va implementata la disciplina già contenuta nella Legge 69/2019, il cosiddetto "Codice rosso".(Segue)