Aggressione medici, Anelli: applicare procedibilità d'ufficio -3-

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Roma, 22 gen. (askanews) - Infine, l'importanza della comunicazione, 'spinta gentile' verso quel salto culturale che porti a ricomporre la frattura tra la Medicina e la Società. È quello che la Fnomceo si propone di fare con le sue campagne di comunicazione e poi sostenendo la produzione del Docufilm "Notturno", incentrato proprio su questa tematica, che sarà presentato il 5 febbraio proprio alla Camera dei Deputati.

"Occorre, soprattutto, nel medio e lungo periodo, un netto cambiamento di rotta a livello culturale per ricostruire il patto di fiducia tra medici e cittadini, che è imprescindibile per l'alleanza terapeutica - ha affermato Anelli -. Sono dunque necessari interventi di tipo divulgativo e comunicativo verso la popolazione, perché si riporti in Sanità il rapporto paziente-personale assistenziale a una corretta e produttiva forma collaborativa e a un giusto livello di tolleranza, che deve contraddistinguere una società civile, nel rispetto dei diritti di entrambi: sanitari e pazienti".

In conclusione, un appello al Parlamento: "perché, superando ogni possibile divisione e orientamento, unifichi gli sforzi per approvare in tempi brevi un provvedimento finalizzato a tutelare i medici e gli operatori sanitari, che svolgono un ruolo importante nella società e non possono essere esposti a rischi continui per la loro incolumità personale, da un lato attraverso l'inasprimento della repressione penale di alcuni specifici reati, se commessi a loro danno, mediante l'ampliamento della procedibilità d'ufficio, e dall'altro con specifiche misure di sensibilizzazione e disposizioni volte a migliorare la sicurezza all'interno degli ospedali e delle postazioni di guardia medica".

Sono tre al giorno, 1200 l'anno, le aggressioni denunciate all'Inail dagli operatori sanitari, secondo gli ultimi dati disponibili, quelli relativi al 2018. Di queste, 456 si sono verificate al Pronto soccorso, 400 in corsia e 320 negli ambulatori. Molti di più gli episodi reali, considerando quelli non dichiarati: almeno tremila, secondo una stima della Fiaso, la Federazione di Asl e Ospedali. Mentre secondo un'indagine condotta dal sindacato della dirigenza medica Anaao - Assomed, su 1280 professionisti intervistati, il 65% ha dichiarato di essere stato vittima di aggressioni, verbali nel 66,19% dei casi e fisiche nel 33,8%.