Agguato Antoci, Antimafia Sicilia: ipotesi mafia meno plausibile

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Palermo, 2 ott. (askanews) - "Delle tre ipotesi il fallito attentato mafioso con intenzioni stragiste appare la meno plausibile". E' un passaggio della relazione della Commissione regionale Antimafia siciliana sul fallito attentato all'ex presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci avvenuto la notte tra il 17 e il 18 maggio 2016. Per la Commissione presieduta dal deputato regionale Claudio Fava, restano attuali 3 ipotesi "l'attentato mafioso fallito, l'atto puramente dimostrativo, la simulazione. Ipotesi che vedono Antoci vittima (bersaglio della mafia nelle prime 2; strumento inconsapevole di una messa in scena nella terza)". La relazione finale dell'inchiesta, approvata all'unanimità, non ha l'obiettivo di giungere a conclusioni "certe e definitive" bensì trovare risposte a quelle "molte domande rimaste senza risposta, delle contraddizioni emerse e non risolte, delle testimonianze divergenti, delle criticità investigative registrate".

Quindi la Commissione auspica che su questo episodio "si torni ad indagare (con mezzi certamente ben diversi da quelli di cui dispone questa Commissione) per un debito di verità che va onorato. Qualunque sia la verità". La notte tra il 17 e il 18 maggio 2016, Giuseppe Antoci stava rientrando a casa a Santo Stefano di Camastra, quando la sua auto blindata venne bloccata lungo la strada da alcuni massi. Qualcuno, che riuscì a fuggire, sparò alcuni colpi di fucile contro la vettura fortunatamente senza colpire gli occupanti dell'auto. Antoci era stato messo sotto scorta per essersi battuto contro la cosiddetta "mafia dei pascoli" che interessava la zona dei Nebrodi, attuando un protocollo di legalità nel parco esteso successivamente all'intera regione e quindi divento legge nazionale.