Agguato a Casal Bruciato, paura tra i residenti

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di Silvia MancinelliTre colpi di pistola, esplosi uno dopo l’altro. Poi il silenzio più assoluto: il dubbio di aver sentito male, la paura di aver sentito bene. Poi le sirene, i lampeggianti. Casal Bruciato trattiene il respiro e trema. Tra gli inquilini dei palazzi di via Diego Angeli, nella Casal Bruciato balzata agli onori delle cronache per le proteste contro l’appartamento ai rom, c’è chi ha pensato ai fuochi d’artificio. Chi si è affacciato e ha sentito gli urli e intravisto i primi lampeggianti. Chi ha alzato il telefono per chiamare il 112.  

Alle 21.45 di una domenica di sole e partite la criminalità è tornata a suonare la sveglia. Sono passati quattro giorni dal proiettile esploso alla testa di Luca Sacchi, in zona Appio Latino, stasera è toccato alla periferia e a un uomo, M.M., conosciuto da tutti e ferito gravemente nel suo palazzo mentre tentava di ripararsi in casa."Stavo tornando quando una volante a sirene spiegate in via Diego Angeli quasi mi prendeva contromano", racconta agitata una ragazza. "Ho sentito gli spari, le macchine della polizia e due ambulanze si sono precipitate in strada" aggiunge un altro. "M. lo conosciamo tutti in zona - dice una donna - gli hanno sparato tre colpi di pistola allo stomaco. Ultimamente seminava il panico".