Agguato Casal Bruciato, sorella vittima: "Credevo fosse morto"

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di Silvia Mancinelli 

"Mi hanno chiamato all’una e mezza di notte, credevo Maurizio fosse morto". Così, all’Adnkronos, Claudia Mattiozzi, la sorella del 48enne romano vittima di un agguato ieri sera nell’androne del palazzo al 147 di via Diego Angeli, a Casal Bruciato, dove vive con l’anziana madre. Sono entrambe al reparto Ambi (area assistenziale a media-bassa intensità) dell’ospedale Sandro Pertini dove la vittima, scampata miracolosamente alla morte, è ricoverata dopo aver subito un intervento chirurgico. Chi ha sparato, un uomo accompagnato da due complici, voleva uccidere. Mattiozzi, uscito dal carcere appena cinque mesi fa, è stato rincorso da una raffica di proiettili dal portone della scala A, dove la vetrata è stata danneggiata da due colpi, fin sulla rampa di scale dove altri quattro fori sul muro raccontano la corsa per rifugiarsi in ascensore, chiamato con l’aggressore alle calcagna e ancora imbrattato di sangue, fino al piano dell’appartamento dove qualcuno ha provato a coprire le chiazze rosse con dei fogli di giornale (FOTO). 

LA MADRE DELLA VITTIMA - "Erano in tre. Maurizio è corso in casa, era tutto insanguinato. E' stato terribile, terribile. Ora tutto quel sangue..." racconta all’Adnkronos, ancora tremante, la madre di Maurizio Mattiozzi. Colpito all’addome, a una mano e a una gamba Mattiozzi se la caverà con venti giorni di prognosi.