Aghi nelle fragole in Australia, un produttore pubblica un video straziante: "ho perso tutto"

Il camion scarica le fragole invendute in una sorta di discarica (screenshot dal video di Stephanie Chheang)

Inizialmente sembrava una cosa da poco, uno squallido scherzo da quattro soldi. Invece il caso degli aghi nelle fragole sta decisamente scatenando il caos in Australia, con conseguenze inimmaginabili.

Tutto era partito da alcuni ricoveri in ospedale. Alcune persone infatti avevano dovuto essere visitate per l’ingerimento di aghi e spilli, e tutte avevano mangiato fragole prima di trovarsi con questo inusuale problema. Una volta partite le indagini, è stato scoperto che intere partite di fragole erano contaminate dagli spilli.

Poi però la faccenda non si è conclusa. Altri ricoveri, altri ritrovamenti: ancora nelle fragole, ma pure nelle mele, nelle banane e in altri frutti. Sembra un sabotaggio sistematico, e le conseguenze sul mercato non si fanno attendere. Il mercato ortofrutticolo australiano rischia una perdita anno su anno di 116 milioni di dollari. Una botta pazzesca che mette in crisi produttori e rispettive famiglie, nonché i lavoratori del settore.

In particolare Stephanie Chheang, figlia di due imprenditori agricoli, ha mostrato delle immagini strazianti. Un camion scarica in una sorta di discarica una marea di fragole invendute, simbolo di questa crisi senza precedenti. Fragole buone, fragole che però sono ammuffite presto a causa del mancato acquisto. E sono tornate indietro, inutilizzabili. Il video è stato visto da quasi una decina di milioni di utenti.

Stephanie dice: “In tre giorni abbiamo perso tutto. Mia madre e il mio patrigno hanno lavorato una vita intera per mettere su questa azienda. La Donnybrook Berries installerà metal detector nei propri stabilimenti. Chi nasconde gli aghi nelle fragole non riuscirà a impedire alla mia famiglia di fare ciò che sa fare meglio“.


L’unico modo è proprio questo: un metal detector per scoprire se dalla propria fabbrica esce della frutta contaminata da spilli. Ma c’è dell’altro: il governo del Queensland ha messo una taglia da 70mila euro, in modo che si trovino presto i responsabili. E il premier australiano Scott Morrison ha chiesto di inasprire le pene per chi si macchia del reato di contaminazione alimentare. La sua richiesta è di 15 anni di carcere, al pari di chi possiede immagini pedopornografiche e di chi finanzia il terrorismo.

Proprio l’antiterrorismo sta in queste ore indagando per capire se in effetti può esserci un’organizzazione criminale di quel genere, dietro a una contaminazione che evidentemente è troppo grande per essere stata messa in piedi da qualche ragazzino con un pessimo senso civico.

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