Dopo molti ripensamenti, la Manovra raggiunge la camera e diventa legge. <b>È l'unica manovra possibile</b> o ci sono delle <b>alternative</b> alle misure scelte dal Governo per risanare la situaiozne conomica italiana? In esclusiva per Yahoo Notizie, abbiamo messo a confronto le opinioni del mondo sindacale. <b>Susanna Camusso</b> e <b>Raffaele Bonanni</b> presentano le loro manovre alternative. in più, uno speciale contributo di <b>Guido Gentili, editorialista de Il Sole24ore</b>, che si chiede se la manovra basterà a convincere l'Europa che l'Italia è sulla strada giusta.Dopo molti ripensamenti, la Manovra raggiunge la camera e diventa legge. È l'unica manovra possibile o ci sono delle alternative alle misure scelte dal Governo per risanare la situaiozne conomica italiana? In esclusiva per Yahoo Notizie, abbiamo messo a confronto le opinioni del mondo sindacale. Susanna Camusso e Raffaele Bonanni presentano le loro manovre alternative. in più, uno speciale contributo di Guido Gentili, editorialista de Il Sole24ore, che si chiede se la manovra basterà a convincere l'Europa che l'Italia è sulla strada giusta.
In collaborazione con Il Sussidiario.net
Manovra, Berlusconi da Napolitano per riferire su trasferta Strasburgo

Manovra, Berlusconi da Napolitano

LaPresse Il presidente del Consiglio al Quirinale per essere ricevuto dal presidente della Repubblica. Il premier dovrebbe riferire al capo di Stato sull'esito degli incontri di ieri avvenuti tra Bruxelles e Strasburgo con il presidente della commissione Europea, Jose Manuel Barroso, e con il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy.

Cgil, un'altra manovra è possibile

Di Susanna Camusso

Segretario generale della Cgil

La ricetta del sindacato: imposta sui patrimoni e poi misure per crescita e occupazione

Un'altra manovra è possibile, da far pagare a chi ha di più e a chi non ha mai pagato. Sono queste le parole che abbiamo più volte pronunciato nel corso di queste ultime settimane e che, con ancora più forza, si sono sentite nei cortei e nelle cento piazze dello sciopero generale del 6 settembre contro la manovra economica messa in campo dal governo.

La Cgil non ha mai negato la necessità di una correzione dei conti pubblici, giunti ad un passo dal baratro dopo tre anni di un governo che ha dapprima negato la crisi - propinandoci un effimero ottimismo - per poi fare politiche inadeguate, inique e vessatorie nei confronti del mondo del lavoro e dei lavoratori.

Abbiamo annunciato una mobilitazione intensa e visibile per questo autunno con l'obiettivo di cambiare la doppia depressiva manovra, quella di luglio e quella di settembre, per puntare allo sviluppo del paese, alla difesa dei diritti del lavoro, per battere i privilegi e per far in mondo che il contributo da dare al paese sia in misura delle proprie possibilità e che produca una equa ridistribuzione delle risorse.

Per questo abbiamo avanzato delle proposte concrete che guardano alla crescita e all'occupazione, fatte di equità e di giustizia. Tra queste: un piano strutturale di lotta all’evasione fiscale e al sommerso; un';imposta straordinaria sui grandi immobili il cui valore patrimoniale, al netto dei mutui, superi la soglia degli 800mila euro con aliquota fissa dell’1% nel 2012 dal gettito potenziale di 12 miliardi di euro; un'imposta ordinaria sulle grandi ricchezze pagata solo sulla quota che eccede gli 800mila euro che porterebbe nelle casse dello stato circa 15 miliardi ogni anno.

Sono solo alcune delle proposte - insieme ad una ritassazione dei capitali 'scudati', ad una rimodulazione della tassa di successione e ai tagli ai costi della politica - che la Cgil sostiene per mettere al sicuro non solo i conti dello stato ma per avviare un percorso di crescita. Con queste risorse recuperate è infatti possibile costruire, tra le altre cose, un fondo per la crescita e l'innovazione e investire circa 1 miliardo di euro ogni anno per un incentivo diretto all’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, insieme al sostegno dei redditi e dei consumi attraverso la riduzione strutturale del prelievo fiscale sui redditi da lavoro e da pensione.

Ma al centro della nostra mobilitazione - passata, presente e futura - c'è anche la battaglia contro le scelte del governo che tagliano gli stanziamenti agli enti locali (e di riflesso ai servizi sociali), alla Sanità e al vero e proprio accanimento contro il lavoro pubblico.

Incassata la vittoria sulla salvaguardia delle tredicesime nel pubblico impiego e le festività laiche e civili, il nostro impegno prosegue per tutelare il sistema previdenziale; e l'area della disabilità contro le norme che prevedono lo stravolgimento del collocamento obbligatorio, per stralciare l'obbligo di privatizzare i servizi pubblici in contraddizione con l'esito del recente referendum e per impedire la modifica dell'articolo 41 della Costituzione.

Ultimo, non certo per rilevanza, la lotta contro l'articolo 8 del decreto sui 'licenziamenti facili'. Una norma che si inscrive nella furia ideologica di un ministro che persegue la divisione tra i sindacati e nel mondo del lavoro, che distrugge l'autonomia e l'autorevolezza del sindacato e indica la volontà di annullare il contratto collettivo nazionale di lavoro e di cancellare lo Statuto dei lavoratori. Contro questa norma - un'ingerenza sull'autonomia contrattuale delle parti senza precedenti nella storia della nostra Repubblica - e contro altre del decreto faremo ricorso alla consulta per tutelare i diritti e le regole del lavoro. Per non rassegnarci ad un paese che sembra essere condannato ad un inesorabile degrado e continueremo la nostra azione per avere il paese che ci meritiamo.

La manovra secondo Claudio Gentili

Basterà la manovra italiana a convincere i mercati che Roma è sulla strada giusta? L'analisi di Guido Gentili, editorialista de Il Sole 24 Ore. Il suo editoriale su Yahoo Finanza »
Tutti i confronti di Agorà

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L’impegno della Cisl

Di Raffaele Bonanni

Segretario Nazionale della CISL

Una manovra economica di sostegno alla ripresa del Paese e alla portata di lavoratori, pensionati e famiglie

Nelle scorse settimane il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e quello della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet, avevano lanciato appelli forti al nostro Esecutivo affinché trovasse soluzioni adeguate e urgenti ai problemi del nostro Paese, a partire da quei provvedimenti necessari alla riduzione del debito pubblico con una condivisione istituzionale e sociale. Il Governo, dopo settimane di incertezza e confusione, ha ritenuto di approvare la manovra finanziaria con il voto di fiducia al Senato e alla Camera, sulla base di una nuova modifica del provvedimento decisa nella notte con un maxiemendamento.

Si è trattato di una decisione che la Cisl non ha condiviso perché in palese contrasto con la necessaria coesione istituzionale sempre sollecitata dal Capo dello Stato e perché impedisce il necessario rafforzamento della manovra sotto il profilo dell’equità sociale e dell'efficacia. Quanto alle ultime modifiche decise abbiamo espresso la nostra contrarietà sull'età pensionabile delle donne nel privato, all'ulteriore avvicinamento al 2014 della partenza del percorso che porterà nel 2026 alla parificazione. La reintroduzione del contributo di solidarietà sui redditi più alti, sollecitata fortemente dalla Cisl, è purtroppo fortemente depotenziata dall'aver alzato a 300.000 euro il tetto da cui parte la tassazione aggiuntiva del 3%, mentre risulta totalmente assente la tassazione dei patrimoni immobiliari.

La scelta di aumentare l'Iva dal 20% al 21%, sia pure limitata solo all'aliquota più alta, graverà sulla capacità di spesa dei redditi più bassi, senza che ci sia la necessaria contropartita della riduzione del carico fiscale su lavoratori e pensionati.

C’è da dire tuttavia che la nostra azione ha permesso di ottenere alcune significative modifiche dell'impostazione originaria relative nell’ordine alla sostanziale salvaguardia del sistema previdenziale, respingendo tentativi reiterati di appesantimento ai danni dei lavoratori dipendenti; al recupero del provvedimento sulla decurtazione della 13esima mensilità per i dipendenti pubblici, a misure fiscali come la tassazione al 20% delle rendite finanziarie e un maggiore contrasto all'evasione, con la riduzione della soglia della tracciabilità, la tassazione delle società di comodo e maggiori poteri agli enti locali contro l'evasione immobiliare, alla modifica dell'articolo 8 stabilendo la priorità degli Accordi Interconfederali relativamente ai contratti aziendali e territoriali, garantendone l'efficacia a tutti i lavoratori anche rispetto a veti e ricorsi giudiziari ed eliminando il pericolo che sindacati di comodo potessero ridurre le tutele contrattuali e legislative dei lavoratori; a prime misure di riduzione dei costi impropri della politica e degli assetti istituzionali, con il provvedimento costituzionale di eliminazione delle Province e con un avvio, peraltro troppo timido, della liberalizzazione dei servizi pubblici locali e delle professioni.

Tuttavia il nostro giudizio sulla manovra finanziaria rimane negativo soprattutto per la mancanza di misure adeguate sul piano dell'equità nei confronti dei redditi più alti, per la riduzione troppo blanda dei privilegi della politica e del costo degli assetti istituzionali, per la mancata tassazione dei patrimoni immobiliari e mobiliari più alti. Pertanto anche dopo l'approvazione della manovra, il nostro impegno non verrà meno con proposte e mobilitazioni a livello nazionale e territoriale come abbiamo sempre fatto affinché:

• venga discussa e approvata al più presto in Parlamento la delega per la riforma fiscale per ridurre le aliquote sui redditi più bassi e sulle famiglie;
• venga introdotta una tassazione sui grandi patrimoni immobiliari e mobiliari finalizzata ad una più rapida riduzione del deficit e, sul piano europeo, la tassazione delle transazioni finanziarie finalizzata a creare un Fondo per lo sviluppo;

• il reperimento delle risorse necessarie al pareggio di bilancio nel 2012 previste in 20 miliardi avvenga senza danneggiare la tutela sociale ed assistenziale delle persone, ma tagliando i privilegi della politica, le inefficienze, gli sprechi e gli abusi della spesa pubblica, semplificando e riorganizzando gli assetti istituzionali;

• per una lotta più forte all'evasione fiscale riducendo a 500 euro la tracciabilità dei pagamenti, introducendo il contrasto di interessi e la deduzione fiscale delle spese delle famiglie, migliorando gli strumenti anti-evasione degli enti locali;

• venga rilanciata una politica per la crescita che, con l'impegno e la responsabilità diretta delle parti sociali, veda il Governo e le Regioni maggiormente impegnate all'utilizzo immediato delle risorse disponibili per gli investimenti pubblici su infrastrutture, reti energetiche, innovazione, nel Mezzogiorno per incentivare investimenti privati e nuova occupazione, per accompagnare la proroga degli ammortizzatori sociali con un deciso rilancio delle politiche attive per il reimpiego dei lavoratori in Cig e per sbloccare l'occupazione giovanile.