Partendo dalla notizia che vedete qui sotto abbiamo messo a confronto, in esclusiva per Yahoo Notizie, gli editoriali di <b>Thomas Seltmann</b>, parlamentare dei Verdi tedeschi e autore delle leggi vigenti in Germania sulle energie rinnovabili, e <b>Richard Muller</b> fisico dell’Università di Berkeley e consulente di Obama alla Casa Bianca.Partendo dalla notizia che vedete qui sotto abbiamo messo a confronto, in esclusiva per Yahoo Notizie, gli editoriali di Thomas Seltmann, parlamentare dei Verdi tedeschi e autore delle leggi vigenti in Germania sulle energie rinnovabili, e Richard Muller fisico dell’Università di Berkeley e consulente di Obama alla Casa Bianca.Per saperne di più sul progetto 'Agorà' clicca qui.
In collaborazione con Il Sussidiario.net

Una nuova crisi? L'America stenta, l'Europa frena

ASCA Sui mercati finanziari stanno aumentando i timori sulla capacità di ripresa economicadegli Stati Uniti, l'Eurozona è ancora alle prese con le pressioni sui paesi periferici a causa dei gravi squilibri nei conti pubblici e intanto si vanno profilando nuove bolle all'orizzonte.

"Riserve di uranio saranno esaurite tra dieci anni"

Di Thomas Seltmann
Parlamentare dei Verdi tedeschi e autore delle leggi vigenti in Germania sulle energie rinnovabili.

La rilevanza globale dell energia nucleare è ampiamente sopravvalutata. In primo luogo perché si tratta di un falso gigante, che ammonta ad appena il due per cento del consumo mondiale di energia. E più da vicino si osservano i fatti, tanto minore sembra essere il potenziale futuro di questa fonte controversa.

Il periodo di espansione del settore dell energia nucleare è avvenuto più di tre decenni fa. La capacità annua dei nuovi impianti allacciati alle reti nazionali ha superato il suo apice a metà degli anni 70 e da allora è calata in modo costante, fino a raggiungere una media di un decimo dei valori registrati in quel periodo.

Il numero totale di impianti in attività non è di fatto aumentato negli ultimi 20 anni, poiché le nuove costruzioni si sono accompagnate alla disattivazione di impianti più vecchi.

Il declino mondiale nella produzione dell energia nucleare si associa a un fatto che una larga fetta dell opinione pubblica ignora: l'uranio, combustibile nucleare per le centrali, scarseggia già da tempo e gli impianti nucleari ne hanno consumato una quantità maggiore di quella estratta in tutto il mondo dal 1991 in poi. La differenza (al momento circa il 40% della domanda) proviene da riserve che risalgono a periodi antecedenti il 1990. Il prezzo corrente dell ossido di uranio è lievitato dai 7 dollari americani per libbra nel 2000 agli oltre 130 dollari per libbra nella metà del 2007. Gli esperti di Energy Watch Group hanno calcolato che un prezzo dell'uranio di 700 dollari per libbra, ad esempio, provocherebbe un raddoppio dei costi di produzione dell'energia da parte di un reattore nucleare. E questo non è nemmeno lo scenario peggiore.

Se l'industria non sarà in grado di incrementare in maniera significativa la produzione di uranio nei prossimi anni, le restanti riserve saranno esaurite nel giro di circa 10 anni. A quel punto i gestori degli impianti si troveranno di fronte a una situazione che è già oggi una realtà in India, dove la mancanza di uranio costringe spesso a spegnere i reattori o a farli operare a regime ridotto. Nel 2007, i top manager del secondo maggior fornitore di barre di combustibile nucleare, James C. Cornell e Jeffrey R. Faul della Nukem Inc., hanno commentato la situazione con queste parole: «Scordatevi una rinascita del nucleare: i prezzi dell'uranio continueranno a salire nel prossimo futuro».

Oltre alla dipendenza dalle riserve, una delle ragioni principali utilizzate per spiegare l aumento dei prezzi dell'uranio è l'esaurimento di giacimenti una volta molto prolifici. Solo il Canada possiede ancora giacimenti con concentrazioni del metallo pari allƇ%. Man mano che i giacimenti migliori si esauriscono, la proporzione di miniere con bassa concentrazione di metallo aumenta. Il loro sfruttamento diventa però sempre più complesso e costoso. Anche se tutte le misure allo studio per aumentare la produzione di uranio venissero attuate, il divario potrà essere colmato solo in parte: infatti, per coprire la domanda dei soli impianti nucleari già esistenti, la capacità estrattiva mondiale dovrebbe aumentare di più della metà.

Il nucleare quindi non ha mai giocato un ruolo decisivo rispetto alle altre fonti di energia a livello globale e sicuramente può abbandonare qualsiasi speranza di conquistare un simile ruolo in futuro.

"Gli scienziati sanno che il pericolo non è così grave"

Di Richard A. Muller
Fisico dell’Università di Berkeley e consulente di Obama alla Casa Bianca.

Vorrei cominciare da ciò che è successo a Fukushima, perché è ciò che convinto molte persone del fatto che l’energia atomica non sia sicura. Il reattore nucleare è stato colpito dallo tsunami, un’immane catastrofe naturale che ha causato 20mila vittime. Si tratta di un evento molto difficile da prevedere quando si progetta un impianto nucleare, e sarebbe stato ugualmente difficile progettare un grattacielo in grado di resistere all’impatto di un aereo dirottato dai terroristi.

Molti inoltre non sanno bene quante siano state le morti causate dall’incidente di Fukushima, e pensano che siano state molte di più di quelle avvenute realmente. Le mappe disponibili dimostrano la diffusione della radioattività in termini di sievert e di rem. Su questa base si può tentare una stima di quanti saranno i casi di tumore provocati dall’incidente al reattore nel raggio di 200 chilometri intorno a Fukushima. Il calcolo ci porta a una stima inferiore al centinaio di casi, ma il numero potrebbe essere ancora più ridotto grazie alle evacuazioni effettuate nell’area in questione. Quindi i danni alle persone che si possono ipotizzare a causa del reattore sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli provocati dallo tsunami. Il fatto che il reattore, colpito da un evento così devastante, abbia causato danni così limitati è una dimostrazione di quanto questi impianti siano sicuri.

Per quanto riguarda invece le scorie nucleari, è un problema che è già stato risolto e che spaventa solo chi non conosce a fondo le questioni che riguardano la radioattività. Gli scienziati al contrario sanno che il pericolo non è così grave. Un esempio può chiarirlo. Quando si estrae dal terreno l’uranio per utilizzarlo in un reattore, questo proviene da un luogo già potenzialmente pericoloso. Una volta messo nel reattore l’uranio diventa però molto più radioattivo a causa della reazione nucleare. Tuttavia, la radioattività delle scorie diminuisce rapidamente: dopo circa 120 anni è di circa 100 volte più alta rispetto all’uranio contenuto allo stato naturale nel terreno. Con la differenza che le scorie sono stoccate in luoghi sicuri, mentre l’uranio presente nel sottosuolo rimane normalmente a contatti con la falda acquifera.

L’industria del nucleare inoltre si è così evoluta che è ora molto più sicura di quanto si pensi generalmente. È necessario che i politici e i leader informino il pubblico sul fatto che i rischi sono limitati. Se prendiamo in considerazione le altre fonti di energia, dobbiamo riconoscere che il petrolio ha provocato delle guerre, mentre il carbone è una grande fonte di inquinamento. Il rischio legato al nucleare è invece che, nel caso in cui si verifichi un tremendo tsunami, il numero dei morti cresca in misura non significativa a causa delle radiazioni (si stima che per Fukushima l’aumento dei decessi sia stato dello 0,5% rispetto a una zona priva di centrali nucleari). Al contrario non vanno trascurate le preoccupazioni per il riscaldamento globale: il nucleare infatti non produce anidride carbonica, e non si capisce quindi quale sia il problema di questa fonte di energia verde.

Ritengo quindi che la scelta degli italiani in vista del referendum debba essere tale da consentire di andare avanti con il nucleare. Da un punto di vista puramente razionale, se si guarda alle cifre, l’atomo è infatti una delle fonti di energia più sicure e più pulite che abbiamo a disposizione oggi.