Nel mese di novembre, a pochi giorni dall'insediamento del Governo Monti, avevamo dedicato una puntata di Agorà alla tav: cosa cambia nel programma del Paese con il nuovo Governo? Le fazioni pro e contro Tav attendevano le prime mosse del neo-ministro alle infrastrutture Corrado Passera.<br /> In eslcusiva per Yahoo, avevamo chiesto a <b>Alberto Perino</b>, rappresentante del movimento No Tav, e al governatore del Piemonte <b>Roberto Cota</b> di motivare le proprie posizioni sulla Tav.<br /><b>I due contributi sono stati scritti prima degli ultimi sviluppi in Valsusa</b>, ma li riproponiamo perché sono un valido punto di partenza per capire il dibattito sula Tav.Nel mese di novembre, a pochi giorni dall'insediamento del Governo Monti, avevamo dedicato una puntata di Agorà alla tav: cosa cambia nel programma del Paese con il nuovo Governo? Le fazioni pro e contro Tav attendevano le prime mosse del neo-ministro alle infrastrutture Corrado Passera.
In eslcusiva per Yahoo, avevamo chiesto a Alberto Perino, rappresentante del movimento No Tav, e al governatore del Piemonte Roberto Cota di motivare le proprie posizioni sulla Tav.
I due contributi sono stati scritti prima degli ultimi sviluppi in Valsusa, ma li riproponiamo perché sono un valido punto di partenza per capire il dibattito sula Tav.
In collaborazione con Il Sussidiario.net

"Tav, il governo Monti dia garanzie sull'opera"

Torino, 23 nov. - (Adnkronos) - ''L'impegno del Governo Monti sulla realizzazione della Torino-Lione non puo' che essere convinto, fermo e determinato. Del resto, il profilo stesso del presidente del Consiglio e del ministro competente, Passera, sono sufficienti per scongiurare il rischio di un allentamento degli impegni contratti con l'Unione Europea''. ...

No Tav, una garanzia per il futuro

Di Alberto Perino

Movimento No Tav

Gli abitanti delle Valli di Susa da oltre vent’anni si oppongono fermamente all’idea di una nuova linea ferroviaria con doppio tunnel “di base” di 57 km per collegare Torino e Lyon. Si oppongono essenzialmente per tre ottimi motivi che i proponenti l’opera non sono mai riusciti a “smontare” con argomentazioni scientifiche convincenti (ultimo esempio il dibattito tra “tecnici” avvenuto venerdì 4 novembre presso il Politecnico di Torino visibile qui):

1. l’opera risulterebbe INUTILE:
- Torino ha già un ottimo collegamento ferroviario con Lyon, a doppio binario, elettrificato sul quale passano da oltre una decina di anni i TGV, treni dell’autostrada ferroviaria, treni merci e passeggeri, la linea è stata costantemente ammodernata negli ultimi vent’anni con un costo oltre 500 milioni di euro e i lavori sono appena terminati;

- la linea è utilizzata nei momenti di maggiore traffico per meno di 1/5 e negli ultimi anni, forse anche a causa dei lavori di ammodernamento del tunnel del Frejus, per meno di 1/10;

- nel corso degli anni sono stati soppressi tutti i treni passeggeri diretti tra Torino e Lyon per mancanza di viaggiatori;

- il traffico di merci sia su gomma sia su ferro tra la Francia e l’Italia è in costante calo da più di 10 anni (crescono poco sull’asse SUD/NORD e decrescono costantemente sull’asse OVEST/EST);

2. l’opera sarebbe ECONOMICAMENTE INSOSTENIBILE per l’Italia, la Francia, e l’Europa:
- l’intero costo dell’opera peserebbe sulle finanze pubbliche, crediamo che in questo momento contingente ben altre dovrebbero essere le priorità per le opere pubbliche (messa in sicurezza e a norma di scuole, ospedali e edifici pubblici, gestione seria del rischio idrogeologico per evitare disastri ad ogni temporale tropicale ormai diventati una normalità ricordando che i comuni di Chiomonte, Gravere, Susa, Venaus, Sant’Antonino, Sant’Ambrogio interessati dalla nuova linea sono tutti classificati a rischio 4, ma come sempre si aspetta il morto per intervenire);

- non esistono studi attendibili sul costo finale del TAV Torino-Lyon anche perché i progetti continuano a cambiare come in un gioco della tre carte;

- la maggioranza degli esperti oggi indicano un costo a carico dell’Italia di oltre 20 miliardi di euro ma nessuno si azzarda a fare ipotesi precise visti anche gli aumenti del costo delle tratte già concluse dell’A.V. nel nostro Paese;

- gli economisti più seri affermano che anche prendendo per buone le previsioni di traffico assolutamente inverosimili dei proponenti, questi traffici non saranno mai in grado di ripagare i costi di gestione e di manutenzione della linea;

- sottostimare i costi e gonfiare i presunti ricavi hanno portato per ben tre volte al fallimento della società che gestisce l’Eurotunnel sotto la Manica;

3. l’opera sarebbe AMBIENTALMENTE DEVASTANTE per le valli di Susa e per le zone della cintura ove si progetta il passaggio della linea (Torino e corso Marche compresi):
- le valli di Susa sono molto strette e già pesantemente infrastrutturate (attorno al fiume e ai molti torrenti, c’è la ferrovia in esercizio, l’autostrada, due statali e relativi valichi, due provinciali, bacini, canali e centrali idroelettriche e relativi elettrodotti a 380 KV, ecc. ecc.) inserire questo progetto significherebbe cancellare quanto rimane del territorio;

- l’idea di inserire praticamente tutta la linea sotto terra oltre ad essere penalizzante nell’esercizio ed economicamente insostenibile (nessun progettista ne ha calcolato i costi diretti e indiretti) creerebbe gravissime perturbazioni al sistema idrologico sia del fondo valle sia all’idrologia montana creando gravissimi scompensi irrecuperabili, a detta dei proponenti solo per il tunnel di base si avrebbe la perdita di acqua potabile quanta ne servirebbe per una città di un milione di abitanti (la costruzione della galleria per l’A.V. nel Mugello dovrebbe aver insegnato qualcosa visto che ha seccato tutti i corsi d’acqua della zona in modo irreversibile);

- i minerali pericolosi di cui è ricca la valle (amianto e uranio), la movimentazione di enormi quantità di terre e rocce di scavo (solo per il tunnel di base paragonabili a 6 piramidi di Cheope!) unitamente alle previsioni di inquinamento da CO2 e NOx (dichiarate in progetto dai proponenti) metterebbero in serio pericolo la salute dei cittadini ipotecando la qualità della loro vita e quella dei loro figli.

Questi, per sommi capi e in estrema sintesi, i motivi per i quali la maggioranza dei cittadini delle Valli di Susa e moltissimi cittadini della Val Sangone, della cintura torinese e di Torino si oppongono e continueranno ad opporsi a questo gigantesco sperpero di denaro pubblico a beneficio esclusivo di consorterie politiche, affaristiche e mafiose. Questa pacifica ma determinata opposizione popolare insieme ai sindaci e agli amministratori di 23 comuni interessati e con 65 comitati NO TAV attivi sul territorio, che hanno raccolto 31608 firme di contrarietà al TAV in due mesi – Gli 8 volumi contenenti le firme sono stati consegnati all’U.E. (che la finanzia in piccola parte), ai Governi italiano e francese nel 2007 - riuscirà ad impedire la realizzazione del TAV Torino-Lyon e metterà al sicuro da un disastro annunciato non la Valle di Susa ma tutta l'Italia e l'Unione Europea. Per questo diciamo NO TAV: UNA GARANZIA PER IL FUTURO.

La Tav si deve fare

Di Roberto Cota

Presidente della Regione Piemonte

La Tav si deve realizzare, oppure il Piemonte rimarrà definitivamente indietro dal punto di vista economico ed anche dei collegamenti con l’Europa. Di questo ero convinto prima delle elezioni regionali e di questo rimango convinto da Governatore. Dopo gli eterni rinvii e tentennamenti della Giunta Bresso, oggi siamo riusciti a voltare pagina e procedere coi lavori. Non è stato semplice, ma personalmente mi sono speso molto per questo risultato. Lo scorso luglio, ad esempio, mi sono recato a Bruxelles dal vice Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani e dal commissario ai Trasporti Sim Kallas per evitare che all’ultimo momento fosse messo in dubbio il passaggio nella pianura padana del corridoio 5. In molti in Europa, infatti, avevano interesse a far passare questa grande via di comunicazione al di là delle Alpi. Ma fortunatamente le cose sono andate diversamente.

In questa grande opera, che riguarderà una grande parte del Piemonte, c’è la volontà di coinvolgere tutti i territori più direttamente interessati dai cantieri, ed anche quella minoranza che ancora non crede nella necessità di questa infrastruttura. La Torino - Lione è una priorità per lo sviluppo del Piemonte ed in particolare per , dove le ricadute positive in termini di sviluppo economico saranno davvero interessanti e di rilievo. Penso alla stazione internazionale di Susa, al centro intermodale di Orbassano, all’innesto a Settimo Torinese con la già attiva Torino-Milano e poi alla stazione in linea di Novara, che farà diventare questa città ed il suo hinterland un punto di riferimento della logistica piemontese. Tutti questi interventi si inseriscono in un ammodernamento della rete ferroviaria che il nostro territorio aspettava da anni e quindi vanno salutati con favore. Chi si oppone all’opera, spesso usa come tesi quella dello scarso utilizzo attuale della linea ferroviaria storica: la ragione del suo scarso utilizzo, mi pare abbastanza evidente, sta proprio nella sua arretratezza e nella lentezza che impone ai convogli che la percorrono. Una linea nuova, moderna e soprattutto molto più veloce, sarà invece appetibile e concorrenziale con altri mezzi di trasporto. E’ fenomeno accaduto in tutto il mondo, perché non dovrebbe succedere anche qui da noi? Oggi il treno Parigi-Londra, tanto per fare un esempio, sta rubando passeggeri alla tratta aerea. La riprova questa che l’alta velocità non è una fantasia del futuro, ma in alcune nazioni è da anni una concreta realtà.

La necessità ora, soprattutto dopo il vantaggioso ritocco del riparto dei costi dell’opera con la Francia e l’ulteriore impegno della Ue di fondi per la Tav, è di non perdere ulteriore tempo.

Esiste oggi, anche grazie ad una larga condivisione anche dal punto di vista politico sull’opera, di arrivare ad un maggior coinvolgimento dei territori della Val Susa nel piano strategico per le compensazioni, per un territorio che per troppi anni è stato vittima di una cementificazione selvaggia e di una deindustrializzazione feroce.

Come Presidente di Regione ribadisco comunque che fare la Tav non vorrà dire dimenticarsi del trasporto ferroviario locale, ma che anzi le compensazioni per quest’opera ci permetteranno di migliorare anche il servizio locale, il più utilizzato dai pendolari. Un primo impegno in questo senso è già stato preso all’interno del nuovo contratto di servizio regionale stipulato con Trenitalia, dove è previsto un potenziamento delle corse locali, anche quelle che interessano la Val di Susa.

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