Agricoltura 4.0, Coldiretti e Novamont insieme: nasce Mater Agro

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Milano, 17 set. (askanews) – Un modello di innovazione partecipata tra agricoltura e industria, che aiuti gli imprenditori della terra a mantenere buone rese di coltivazione, attraverso soluzioni agronomiche sostenibili. È l’obiettivo di Mater Agro, progetto sviluppato da due importanti realtà del mondo agricolo e della chimica verde: Coldiretti e Novamont impegnati nello sviluppo della cosiddetta Agricoltura 4.0. Un comparto che nell’ultimo anno è cresciuto del 20% generando un fatturato record da 540 milioni di euro. “L’agricoltura 4.0 è una grande opportunità in termini di innovazione e investimenti che possono essere fatti dalle nostre imprese guardando a quelle che sono le sfide future come un minor utilizzo di fitosanitari o una agricoltura di precisione con una drastica riduzione di concimi chimici – spiega Ettore Prandini, presidente Coldiretti – Grazie a Mater Agro, il nostro tentativo, e ci riusciremo, sarà quello di utilizzare prodotti e fertilizzanti e formule che permettano un minor consumo di acqua impiengondo prodotti che sono biodegradabili e assolutamente sostenibili per ambiente e territorio”

In concreto la nuova società Mater Agro – presentata a Firenze in occasione del G20 – svilupperà protocolli per rigenerare suoli inquinati, instabili e a rischio di desertificazione. E soprattutto permetterà di ottenere materie prime e prodotti per l’agricoltura sostenibile. “Il risultato consiste in tre categorie di prodotti un bio-erbicida, un bio-lubrificante destinato all uso agricolo, e per ultimo, ma non meno importante, i nostri teli per la pacciamatura – racconta Michele Falce, responsabile Area Produzione e Servizi Agricoli di Novamont – Queste tre categorie di prodotti saranno commercializzati in esclusiva dalla rete dei Consorzi agrari”.

Con i nuovi presidi i vantaggi per il suolo sono importanti. E peraltro fondamentali per l’intera collettività. L’Europa conta infatti non meno del 60% di suoli degradati, che come conseguenza perdono carbonio a un tasso dello 0,5% all’anno e rilasciano quindi gas serra. Per di più, compromettono le rese agricole mettendo a rischio la sicurezza alimentare. “Non abbiamo più tempo, il 2030 è dietro l angolo. Non abbiamo fatto molto per cinquanta anni e oggi ci troviamo in grandissima difficoltà: e quindi o acceleriamo i processi o soccombiamo – sottolinea Catia Bastioli amministratore delegato Novamont – E questo è importante non solo per l’ambiente, ma anche per la competitività dei nostri territori e per salvaguardare l’area mediterranea che è fortemente impattata dai cambiamenti climatici”.

L’aspetto innovativo di Mater Agro è anche nella compagine azionaria. Nell’azionariato infatti saranno presenti i singoli agricoltori – di piccole, medie e grandi dimensioni. Un modo per garantire un’adeguata remunerazione a chi cura la terra. “Dobbiamo fare in modo che chi cura la terra non solo guadagni da ciò che fa normalmente – conclude Bastioli – ma partecipi dell intera filiera. E questo significa anche una evoluzione della conoscenza e del ruolo dell agricoltore, perché l innovazione non è nei pozzi di petroli, ma nei suoli”.

Il progetto prevede anche la realizzazione di una fattoria sperimentale, un luogo di formazione per agricoltori e ricercatori sulla trasformazione di aree degradate in centri di innovazione e di sviluppo.

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