Agricoltura detiene il primato per incidenti e morti sul... -2-

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Bologna, 11 set. (askanews) - Uno dei problemi dell'agricoltura, che espone anche gli attori a un rischio maggiore di infortuni, è l'età. E' infatti assodato lo scarso ricambio generazionale nel settore agricolo. "Le fasce di età maggiormente colpite, a differenza dell'industria - ha proseguito Savi -, sono da 45 a 60 anni, con frequenze non irrilevanti anche oltre i 75 anni di età. Ovviamente l'età incide sensibilmente sulla gravità dei danni.

Il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell'Inail ha dedicato alla questione un focus specifico. Nel documento vengono analizzati, dal 2011 al 2015, i dati infortunistici dei lavoratori anziani, di età pari o superiore ai 55 anni, presenti nella banca dati Infor.MO. Sul totale dei 1.256 casi registrati nel quinquennio preso in esame, nell'archivio sono segnalati 442 infortuni mortali di lavoratori anziani, avvenuti principalmente nel settore agricolo (44%) e nelle costruzioni (24%), seguiti dal comparto manifatturiero, dal terziario e dai trasporti. Per quanto riguarda la tipologia di impresa, gli infortuni sono accaduti essenzialmente nelle micro imprese (80%), mentre risulta bassa (7%) la quota di casi avvenuti in aziende medio grandi, cioè da cinquanta addetti in su.

C'è un altro fattore che aumenta l'incidenza degli infortuni in agricoltura: l'obsolescenza dei macchinari. E' molto forte l'aspettativa rispetto all'applicazione del nuovo Piano nazionale di prevenzione in agricoltura e silvicoltura. "I filoni che saranno rilanciati nel prossimo piano, applicando la metodologia dei piani mirati - ha concluso Savi -, riguardano il controllo del mercato delle macchine agricole nuove e usate, la vigilanza in settori finora trascurati (cantieri forestali e di manutenzione del verde), la produzione e applicazione di strumenti di semplificazione della valutazione del rischio, a partire dai lavori stagionali".