Agricoltura, sostenibilità e innovazione: la ricetta di Agrofarma

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Milano, 3 nov. (askanews) – Sì a un’agricoltura sempre più orientata all’innovazione e alla sostenibilità, così come previsto dal piano decennale dell’Unione Europea “Farm to Fork”. No, invece, a eventuali limitazioni che, sul piano pratico, porterebbero a impatti negativi soprattutto sul piano della sicurezza e della qualità dei prodotti agricoli che arrivano ogni giorno sulle nostre tavole. Agrofarma, l’associazione di Federchimica che rappresenta le aziende italiane attive nello sviluppo di prodotti per la difesa dell’agricoltura da parassiti animali e vegetali, lancia alle istituzioni europee un messaggio netto: “Noi siamo concordi con quelli che sono gli obiettivi di fondo della strategia Farm to Fork – spiega Riccardo Vanelli, presidente di Agrofarma Federchimica – perchè ovviamente l’obiettivo è creare un sistema agricolo sempre più sostenibile”.

Giudizio dunque positivo sul merito, ma non sul metodo. A preoccupare le imprese del settore è soprattutto la modalità attuativa del nuovo Regolamento europeo sull’uso sostenibile degli agrofarmaci che prevede un taglio del 62% del loro utilizzo in Italia entro il 2030: “Noi crediamo che la soluzione non passi attraverso una limitazione dell’utilizzo di questi strumenti così fondamentali per gli agricoltori – aggiunge Vanelli – ma invece passi attraverso l’innovazione, anche utilizzando tecnologia nuove come la tecnologia digitale dell’agricoltura 4.0 che può aiutare per gestire al meglio i nostri prodotti. La novità e l’innovazione devono essere alla base di quelle che sono le soluzioni per il futuro dell’agricoltura di domani. E su questo continuiamo ad investire, però ci vuole tempo. Per sviluppare un nuovo agrofarmaco ci vogliono ben 10 anni e investimenti importanti che ammontano mediamente a 250 milioni di euro. Da questo punto di vista la volontà e quella di continuare a investire ma con le tempistiche adeguate”.

Accanto a guerra a Ucraina, caro energia, clima impazzito e siccità, il settore agricolo italiano è minacciato anche dall’arrivo di nuovi insetti con effetti devastanti, come la cimice asiatica. La ricetta è sempre la stessa e si chiama innovazione: “Le 35 imprese associate – evidenzia il presidente di Agrofarma Federchimica – investono ogni anno circa 60 milioni di euro in ricerca e sviluppo, che rappresenta il 6% del fatturato complessivo a livello italiano dell’industria dell’agrofarmaco, che se comparata alla media degli investimenti in ricerca e sviluppo a livello nazionale dell’industria, secondo i dati Istat pari all’1,5%, è 4 volte superiore”

Una strategia precisa, dunque, che l’associazione di Federchimica rilancia nel giorno del suo 35esimo compleanno: “Abbiamo sempre voluto investire in innovazione non solo all’interno delle nostre aziende, ma anche verso l’esterno. Abbiamo attivato delle partnership importanti con Università, centri di ricerca e tink tank con i quali abbiamo cercato di creare maggiore know out e maggiore expertise per un settore così importante come quello degli agrofarmaci”.

Celebrare i 35 anni d’attività rappresenta un motivo d’orgoglio per l’associazione che riunisce le imprese italiane degli agrofarmaci: “Queste imprese garantiscono che cibo sano e di qualità possa raggiungere tutti i giorni le nostre tavole. Lo fanno mettendo a disposizione degli agricoltori delle soluzioni sempre più all’avanguardia per gestire al meglio la produttività in campo e garantire anche la competitività di tutto il comparto agroalimentare Made in Italy”.