Agrigento: niente stipendi ad autisti che incrociano le braccia e studenti restano a casa

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Niente stipendi "da almeno quattro mesi" agli autisti e ai lavoratori dei pullman della linea Sal e Ata di Agrigento che decidono di incrociare le braccia e centinaia di studenti pendolari sono costretti a restare a casa. Lo sciopero dei lavoratori dell'azienda agrigentina, che copre la linea che va da Licata a Palma di Montechiaro, e ancora ad Agrigento e fino a Porto Empedocle, è arrivato al decimo giorno consecutivo. E per domani è previsto un tavolo tecnico tra i lavoratori e l'assessore alle Infrastrutture e Trasporti Marco Falcone. "Ho voluto convocare io l'incontro - spiega Falcone all'Adnkronos - Nel frattempo, abbiamo sbloccato un'ulteriore trimestralità, congelata sino ad ora per irregolarità del Durc". Si tratta del Documento Unico di Regolarità Contributiva, un documento che attesta che abbia regolarmente versato i contributi Inps, Inail e casse Edili.  

Intanto gli studenti di Palma di Montechiaro, da alcuni giorni, sono riusciti a tornare a scuola perché il sindaco Stefano Castellino ha noleggiato sei pullman di granturismo "per lenire i disagi dei 360 degli studenti", come spiega il primo cittadino all'Adnkronos. "I pullman ci costano ben 1.300 euro al giorno - spiega il sindaco - ma non potevamo lasciare i ragazzi ancora a casa. Già hanno perso più di una settimana di scuola". E aggiunge: "Ovviamente la cifra verrà trattenuta all'azienda dei fratelli Licata". Il Comune di Palma di Montechiaro pagava 27 mila euro al mese all'azienda per pagare gli abbonamenti degli studenti delle medie superiori che frequentano istituti in altre città". "Pensi che due lavoratori - spiega ancora il sindaco - hanno deciso di licenziarsi pur di non dovere più pietire gli stipendi dovuti".  

Sono in tutto 35 i dipendenti delle ditte Sal e Ata, che rivendicano il pagamento degli stipendi arretrati, ad oggi si tratta di tre mensilità più la quattordicesima. Dal 10 ottobre scorso autisti, meccanici e lavaggisti delle due aziende di autolinee, hanno incrociato le braccia e si sono radunati in assemblea permanente nei pressi dell’autoparco aziendale. Momentaneamente fermi gli autobus che collegano Agrigento agli aeroporti di Palermo e Comiso, corse sospese anche a Palma di Montechiaro, Licata, Gela, Grotte e Racalmuto, tutte località servite dagli autobus di Sal e Ata.  

Giovedì 10 ottobre, una delegazione dei dipendenti, i titolari delle due aziende e il prefetto di Agrigento, Dario Caputo, si erano incontrati per un tentativo di conciliazione fra le parti. Ma la vertenza non ha trovato soluzione e gli stipendi continuano a non arrivare. "Non ci pagano da 4 mesi ò dice Emanuele Giordano, uno degli autisti - E la situazione è davvero drammatica per molte famiglie che non sanno come dare da mangiare ai propri figli. L'azienda deve trovare una soluzione".  

Il sindaco Stefano Castellino e l'assessore alla Solidarietà sociale Annamaria Sanfilippo hanno incontrato, nei giorni scorsi, i fratelli Marco e Giuseppe Licata per cercare di trovare una soluzione. "Noi abbiamo saldato tutto il debito accumulato con l'azienda - dice oggi il sindaco Castellino - Abbiamo versato quanto dovuto. E adesso per il futuro tratterremo i soldi del noleggio dei pullman".  

All'incontro che si terrà domani a Palermo, all'Assessorato delle infrastrutture e Trasporti, alla presenza dell'assessore Marco Falcone, parteciperà il sindacato Usb con una delegazione di lavoratori. Tra loro c'è anche Andrea Gelo, dipendente ma anche sindacalista Usb: "Da sette anni i lavoratori vivono una situazione di disagio - spiega - gli stipendi sono sempre arrivati in ritardo, ma non si era mai arrivati a sei mesi. Siamo arrivati al limite. Questa azienda non ha mai investito e i mezzi dell'autoparco sono ormai vetusti. Il pullman meno vecchio ha dieci anni". E giovedì ci sarà anche un incontro con l'assessore alla Famiglia della Regione siciliana Antonio Scavone.