Agrigento, sequestrati beni per 500mila euro a 2 imprenditori mafiosi -2-

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Roma, 24 lug. (askanews) - La figura di S. V. era gi emersa, tra l'altro, nel corso delle indagini "Akragas 2", che avevano permesso di disarticolare l'associazione criminale "cosa nostra" agrigentina. Nel 1999, all'esito delle relative attivit giudiziarie fu condannato dal Tribunale di Palermo alla pena di 4 anni di reclusione per associazione mafiosa (divenuta irrevocabile nel 2001). Ad avvalorare lo spessore criminale del citato Valenti sono anche le dichiarazioni di Giovanni Brusca, in un interrogatorio del 1997, che, pur non qualificandolo come un uomo d'onore, lo ritraggono molto vicino all'organizzazione e, pi in particolare, "a disposizione" della consorteria. Infatti, proprio grazie a lui, lo stesso Brusca (all'epoca latitante) riusc ad incontrare il capomafia Antonio Di Caro (uomo d'onore di Canicatt, per un certo periodo reggente della provincia mafiosa agrigentina). Con l'attuale provvedimento stata accertata, inoltre, la rilevante ascesa imprenditoriale dei fratelli, in virt dei continui rapporti intrattenuti con i vertici mafiosi siciliani, i quali gli hanno consentito di accrescere illecitamente il loro patrimonio. Pertanto nei confronti di S. V., stato disposto il sequestro dell'intero capitale sociale e del relativo compendio aziendale della societ "Athena costruzioni srl", esercente l'attivit di assunzione appalti per lavori di genio civile, con sede legale in Agrigento, intestata a soggetti terzi, nonch il 40% del capitale sociale della Giarritella srl, con sede in Favara, oltre a 11 beni mobili registrati e un conto corrente bancario. A G. V. stato invece sequestrato il 60% del capitale sociale della societ Cogest srl semplificata, esercente l'attivit di movimento terra, con sede legale in Favara (AG), 5 immobili siti nello stesso comune, numerosi conti correnti, Fondi Comuni di Investimenti e Titoli, nonch un cavallo di razza.