Agroalimentare, Brescacin (ZP): dazi usa conseguenze drammatiche

Bnz

Venezia, 1 ott. (askanews) - "I dazi che il governo statunitense si prepara ad applicare ai produttori del comparto agroalimentare rischiano di avere conseguenze drammatiche per l'intero settore veneto. In particolare il Trevigiano, con il suo bagaglio di eccellenze enogastronomiche fatto da vini, formaggi, prodotti di macelleria e ortofrutticoli, rischia di subire ripercussioni pesantissime dall'imposizione di barriere doganali Usa. Il governo dovrebbe fare tutto quanto in suo potere per evitare che la decisione degli Stati Uniti acuisca la crisi dell'agroalimentare, già messo a dura prova dalla contraffazione".

Sonia Brescacin (Zaia Presidente) spiega così i motivi della sua mozione dal titolo «Dazi Usa: il governo si faccia sentire per evitare ulteriori danni al nostro agroalimentare oltre a quelli della contraffazione». «E' assurdo che una lite tra grandi aziende dell'aeronautica porti a una crisi che, tra tutti i settori, rischia di colpire quello dell'agroalimentare - continua Brescacin - Con l'imposizione dei dazi doganali, infatti, si alzerebbe eccessivamente il prezzo di alcune eccellenze italiane, parmigiano in primis e che, si calcola, potrebbe veder crollare le esportazioni anche del 90%, ma anche alcuni prodotti della provincia di Treviso apprezzati e invidiati in tutto il mondo. Ricordiamo che la Marca trevigiana, infatti, ha un tesoro sotto forma di prodotti D.O.P., D.O.C., D.O.C.G. e I.G.P.: una ventina tra vini e liquori, con il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G e il Refrontolo Passito D.O.C a guidare il settore; altrettanti tra ortaggi e frutta, tra i quali basta ricordare il radicchio rosso di Treviso I.G.P. o il marrone di Combai I.G.P. Per non parlare poi dei formaggi con la Casatella trevigiana Dop. Prendiamo l'esempio del Prosecco: al momento una bottiglia, dai 5-6 euro di prezzo medio a bottiglia in Italia, può arrivare anche ai 15-20 euro negli Stati Uniti. Con i dazi arriverebbe anche a 30 euro a bottiglia. Un prezzo che rischierebbe di far crollare le esportazioni negli Usa, in favore di prodotti taroccati. Ed è proprio il proliferare di marchi contraffatti, già favorito da sconsiderati trattati internazionali come il Ceta, che verrebbe avvantaggiato da queste politiche economiche. Rischiamo di dare il colpo di grazia alle nostre aziende, causando la perdita di migliaia di posti di lavoro».