Agroalimentare, Coldiretti:bene rassicurazioni Ue su piano cancro

Red
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Roma, 3 feb. (askanews) - Positive le "importanti rassicurazioni verbali venute dal vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas" che oggi ha detto che è "del tutto improprio assimilare l'eccessivo consumo di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino", ma ora bisogna fare chiarezza sui fondi di promozione per carni rosse, salumi e vino. Così il presidente della Coldiretti Ettore Prandini commenta i contenuti della Comunicazione sul "Piano d'azione per migliorare la salute dei cittadini europei", presentata oggi a Bruxelles.

La Coldiretti nei giorni scorsi aveva sollecitato la Commissione Europa argomentando contro il rischio di cancellare i fondi per la promozione di carne, salumi e vino e una ipotesi che prevedeva etichette allarmistiche sulle bottiglie come per i pacchetti di sigarette.

"Le parole del Commissario devono ora tradursi in atti concreti che riconoscano la specificità del vino escludendolo dall'ambito di applicazione delle raccomandazioni contenute nel piano ma a preoccupare - sottolinea la Coldiretti - sono anche i limiti posti all'attività di promozione per prodotti simbolo del Made in Italy compresi la carne rossa ed i salumi".

Il testo del documento prevede infatti che la Commissione "proporrà un'indicazione obbligatoria della lista degli ingredienti, indicazioni nutrizionali sulle bevande alcoliche entro la fine del 2022 e allarmi salutistici entro la fine del 2023", rivedendo anche la "politica di promozione sulle bevande alcoliche". Proprio su questo "vanno ora garantite le opportune esenzioni per vino e birra. Inoltre - continua la Coldiretti - la Commissione vuole modificare la politica di promozione dei prodotti agricoli, con il passaggio a diete più basate su prodotti vegetali, con meno carne rossa e trasformata".

Il giusto impegno della Commissione Europea per tutelare la salute dei cittadini secondo la Coldiretti "non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L'equilibrio nutrizionaleva infatti ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto. Si tratta peraltro di settori già duramente colpiti dall'emergenza Covid che ha costretto alla chiusura di osterie e ristoranti che - continua la Coldiretti - rappresentano un luogo privilegiato di consumo di carne, salumi e vini di qualità".

La norcineria italiana è un settore di punta dell'agroalimentare nazionale grazie al lavoro di circa centomila persone tra allevamento, trasformazione, trasporto e distribuzione con un fatturato che vale 20 miliardi ma che è stato fortemente ridimensionato nel 2020 per effetto della chiusura della ristorazione che rappresenta uno sbocco di mercato importante soprattutto per gli affettati di grande qualità. Senza dimenticare il volano economico generato dal vino italiano che vale oltre 11 miliardi di fatturato lo scorso anno e offre opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone.