Ai Paesi dei Balcani Occidentali piace l'idea di Macron di un'Europa su "due livelli"?

Ai Paesi dei Balcani Occidentali piace l'idea di Macron di un'Europa su "due livelli"?

La nuova "Comunità politica europea" di Macron

Alla Conferenza di Strasburgo sul futuro dell'Europa, il presidente francese Emmanuel Macron - presidente di turno del Consiglio dell'Unione europea - ha proposto una delle più grandi riforme della struttura dell'Ue degli ultimi decenni: l'idea di un "secondo livello" di Paesi esterni all'Europa, ma che condividano i valori e la geografia dell'Ue.

Macron - azzardando anche un nome che viene dal passato, "Comunità politica europea" (un progetto di integrazione europea degli anni '50, poi fallito) - ha suggerito che il Regno Unito post-Brexit potrebbe essere coinvolto, così come i Paesi colpiti o minacciati dall'invasione della Russia: Ucraina, Georgia e Moldavia.

Ma che dire dei Paesi dei Balcani Occidentali?
Come sono state accolte le parole di Macron in una regione che sta vivendo un notevole ritardo rispetto alle "promesse" di adesione all'Unione europea?

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Il caloroso abbraccio di Emmanuel Macron al presidente argentino Alberto Fernandez, in visita a Parigi. (13.5.2022) - Michel Euler/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Albania "bloccata"

In Albania, che ha presentato domanda di adesione nel 2009, l'idea di "un'Europa a due livelli" è stata accolta con realismo e rassegnazione.
Il Paese ha visto la sua candidatura bloccarsi, nemmeno troppo inaspettatamente. Questo perché la candidatura albanese è legata alla candidatura della Macedonia del Nord, che è stata ripetutamente oggetto di veto da parte degli attuali Paesi dell'Ue, l'ultimo dei quali è la Bulgaria.

"Il Presidente Macron aveva ragione cinque anni fa, quando parlava della necessità di un'altra strada per l'integrazione, ma da allora poco è cambiato", ha dichiarato l'ufficio del Primo Ministro albanese, Edi Rama, in una dichiarazione a Euronews Albania.

"Tuttavia, è tempo di pensare e di procedere verso una nuova comunità di democrazie europee, ma - detto questo - non sono così ottimista sul fatto che accadrà qualcosa di fondamentalmente diverso da ciò che ruota intorno alla stessa ordinaria gravità", commenta il premier albanese.

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Il premier albanese Edi Rama (a sinistra) con il Cancelliere tedesco Olaf Scholz. (Berlino, 11.4.2022) - Soeren Stache/(c) dpa-Pool

Jorida Tabaku, capo della Commissione per l'integrazione europea del Parlamento albanese, ha letto tra le righe dei commenti di Macron un'indicazione del fatto che il Consiglio europeo - composto dai Capi di governo e di Stato dei Paesi dell'Ue e che definisce la direzione generale del blocco europeo - non deciderà di avviare i negoziati di adesione nè con l'Albania, né con la Macedonia del Nord. Certamente non nella prossima riunione di giugno.

Jorida Tabaku, sottolineando l'importanza dell'integrazione nell'Ue come strumento per garantire la stabilità e la prosperità della regione balcanica, ha affermato di ritenere che la guerra in Ucraina getti una nuova luce sui Balcani Occidentali, evidenziando quanto sia "facile alterare equilibri importanti".

Ecco il motivo, secondo la politica albanese, per cui i Balcani Occidentali stanno ricevendo maggiore attenzione e sono tornati al centro dell'attenzione.

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Chi è dentro, chi è fuori, chi aspetta. - Euronews

Gli altri Paesi: aspettano e sperano

La Macedonia del Nord, che ha presentato domanda di adesione nel 2004, ha avuto una reazione più positiva.
Un portavoce del governo di Skopje ha definito l'idea di Macron "un'eccellente opportunità per unire i Paesi che non sono riusciti o non hanno voluto aderire al blocco in un determinato momento, data la nuova situazione geopolitica".

In Serbia, il presidente Aleksandar Vučić è stato più cauto.
Ha dichiarato di non aver parlato con Macron per più di un mese e di non voler interferire nei processi decisionali all'interno dell'Unione europea.

"Vorrei sapere qual è il suo piano finale, per poter fare una dichiarazione del genere", ha detto Vučić ai media serbi, riferendosi a Macron.

La Serbia ha avviato i colloqui con Bruxelles, ma è improbabile che ci siano progressi concreti sulla sua adesione, almeno finché non sarà risolta la disputa con il Kosovo.
E non solo: la guerra russo-ucraina ha nuovamente riavvicinato Belgrado a Mosca, allontanando di fatto la Serbia dalle posizioni europee, in particolare sulle sanzioni.
In questo modo, le possibilità serbe di entrare, in tempi ragionevolmente rapidi, nell'Unione europea si sono ridotte al lumicino.

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Il presidente serbo Aleksandar Vučić sembra spazientito, in attesa dell'Unione europea. (Belgrado, 6.5.2022) - Darko Vojinovic/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Il Kosovo, ex provincia della Serbia, ha dichiarato l'indipendenza da Belgrado nel 2008.
La Serbia non riconosce tale indipendenza e continua a trattare il Kosovo come se fosse sotto la propria sovranità.

I funzionari del Kosovo, considerato "un potenziale candidato all'adesione all'Ue", non hanno ancora commentato l'idea di Macron.

La Bosnia-Erzegovina ha lo stesso status del Kosovo.
Le prospettive sono scarse. Ha presentato domanda di adesione all'Ue nel 2016, ma, secondo una nota informativa del Parlamento europeo, "l'instabilità politica interna e la mancanza di riforme politiche hanno smorzato le prospettive di adesione del Paese all'Unione europea".

Il Montenegro ha presentato domanda di adesione all'Ue nel 2008 e i colloqui sono iniziati quattro anni dopo.
Come tutti gli altri Paesi, aspetta e spera.

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Dritan Abazović (36 anni) è il primo ministro del Montenegro dal 28 aprile 2022. - Risto Bozovic/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

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