Aids in Africa e Asia, Rapporto MSF "Non c'è tempo da perdere": -3-

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Roma, 29 nov. (askanews) - "L'obiettivo di contenere i decessi per AIDS al di sotto di 500.000 persone entro il 2020 non sarà raggiunto senza un'azione decisiva per migliorare l'adesione alla terapia e contro le interruzioni del trattamento che determinano un'alta mortalità" dichiara il dr. Ruggero Giuliani, vicepresidente di MSF e infettivologo. "In passato abbiamo visto che i pazienti gravemente malati erano quelli inconsapevoli di essere sieropositivi. Oggi vediamo un numero sempre maggiore di persone che è stato trattato in un primo momento ma che ha successivamente interrotto la cura, ammalandosi in maniera grave e altri per cui la cura non è più efficace".

Più dei due terzi dei pazienti con HIV avanzato curati nell'ospedale di Nsaje in Malawi, supportato da MSF (FOTO), sono arrivati già gravemente malati e avevano precedentemente iniziato la terapia antiretrovirale interrompendola. Nell'ospedale di MSF a Kinshasa, in Repubblica Democratica del Congo, questo dato raggiunge il 71%. Di questi pazienti più di uno su quattro morirà perché la malattia era a uno stadio troppo avanzato al momento del loro arrivo in ospedale. Tutte queste morti si potevano evitare. Da quando MSF ha reso disponibili i test rapidi nei centri di salute del distretto di Nsanje, il numero dei morti in ospedale è diminuito, passando dal 27% al 15%.(Segue)