Aids, Sant'Egidio: in Africa è allarme tra gli adolescenti -2-

red/rus

Roma, 30 nov. (askanews) - Combattere l'Aids tra gli adolescenti significa, spesso, agire prima che questi vengano messi al mondo. La maggior parte dei ragazzi e delle ragazze, infatti, contrae il virus per via perinatale, mentre il resto si infetta attraverso il sesso non protetto. Dal 2002 ad oggi, DREAM ha fatto sì che 100 mila bambini di madri sieropositive nascessero senza contrarre l'HIV, offrendo alle donne incinte un servizio gratuito e di qualità per prevenire la trasmissione del virus ai figli. I giovani tra i 15 e i 24 anni sono una categoria vulnerabile all'infezione per caratteristiche associate ai comportamenti di questa fascia di età. I ragazzi, in una società in cui è alta la disuguaglianza sociale, sono soggetti a fattori come la carenza di risorse economiche, l'abbandono scolastico e l'esplorazione sessuale che aumentano la vulnerabilità all'HIV. A questi fattori vanno aggiunte la difficoltà di accesso ai servizi sanitari e la scarsa preparazione nella risposta nazionale in Africa Sub-Sahariana alle specificità di questo gruppo di età. In supporto ai sistemi sanitari nazionali, DREAM, attraverso i centri di salute, non si limita alla distribuzione dei farmaci, ma forma il personale locale e offre ai pazienti servizi di consulenza, prevenzione e test. Fondamentale, soprattutto per gli adolescenti, l'attività di sensibilizzazione sulle tematiche legate alla salute e alla cura. Queste attività sono svolte da expert client, persone malate, spesso donne, che hanno beneficiato dei servizi offerti dai centri di salute di Sant'Egidio e che sono poi diventate divulgatrici, veri e propri punti di riferimento in grado di dare ai giovani le informazioni necessarie per accedere alle cure o, prima ancora, per fare un test. Ogni centro di salute DREAM ha un responsabile dei servizi indirizzati ai giovani. L'idea alla base dei programmi per gli adolescenti è quella di mantenere con loro un filo diretto attraverso appuntamenti fissi focalizzati sulle loro specifiche necessità. Per questo vengono invitati a prendere appuntamento in giornate dedicate espressamente a loro per monitorare lo stato di salute e nutrizione, fare gli esami del sangue necessari al controllo dell'andamento della terapia e i test per la carica virale, consegnare i farmaci, prevenire e curare eventuali malattie correlate all'HIV e fare screening del cancro della cervice uterina. Tutte le attività sono svolte da personale qualificato opportunamente sensibilizzato.(Segue)