Aifa: "Valutiamo di suggerire J&J agli over 60"

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Magrini Johnson & Johnson
Magrini Johnson & Johnson

Il direttore dell’Aifa Nicola Magrini si è espresso sul caso Johnson&Johnson, il vaccino americano sospeso negli Stati Uniti nello stesso giorno in cui sono arrivate le prime dosi in Italia: l’esperto ha spiegato che si tratta di una pausa necessaria voluta dall’agenzia americana del farmaco per verificare l’origine dei sei casi di trombosi molto rare e particolari segnalati su 7 milioni di vaccinati.

Magrini su Johnson & Johnson

Intervistato dal Corriere della Sera, ha dichiarato che si tratta di episodi talmente infrequenti da essere ai limiti della valutabilità. La sua speranza è che venga presto dato il semaforo verde e che si possa riprendere la somministrazione entro pochi giorni dopo l’acquisizione degli elementi necessari per meglio comprendere l’accaduto.

Magrini ha sottolineato che questi fenomeni rari potrebbero essere limitati ai vaccini sviluppati con piattaforme virali (come J&J e AstraZeneca), anche se non ci sono dati che mostrano segnali in questa direzione. Fino a questo momento non sono infatti stati rilevati eventi trombotici collegabili a vaccini prodotti con la tecnologia dell’Rna messaggero (Pfizer e Moderna). Quanto alle decisioni che prenderà l’Italia in merito, il direttore dell’Aifa ha spiegato che l’obiettivo comune è risolvere tutto in tempi brevi.

Potremmo discutere sulla possibilità di riservare anche queste dosi alle persone di età superiore ai 60 anni visto che i casi sono di nuovo concentrati sotto i 50 anni“, ha aggiunto. Quanto ai giovani, il loro turno non arriverà prima dell’estate.

Per ciò che riguada la fiducia dei cittadini nei vaccini, ritiene che col passare del tempo i dubbiosi seguiranno l’esempio di chi ha aderito alla campagna. La presenza di una piccola percentuale di esitanti, ha aggiunto, bisogna metterla in conto ogni volta che viene proposto un nuovo antidoto.