Air Italy, in arrivo licenziamenti per 1.450 dipendenti

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Dopo l’annuncio della liquidazione, da Air Italy arriva la notizia dei licenziamenti per 1.450 dipendenti. Un triste epilogo per la compagnia aerea, che ora si trova a inviare le lettere di licenziamento ai suoi lavoratori di Olbia e Malpensa. La notizia è arrivata nella giornata del 14 febbraio, durante una riunione di dirigenti e commissari liquidatori in conference call.

Licenziamenti di Air Italy, la nota

In una nota la società precisa: “I liquidatori hanno illustrato ai dipendenti la possibile evoluzione della procedura di liquidazione, confermando l’intenzione di adottare tutte le misure possibili di sostegno al reddito, compatibili a norma di legge con la procedura di liquidazione stessa”. Nella stessa nota di Air Italy si legge: “Verranno prese in considerazione tutte le possibilità di cessione di rami d’azienda, che comprendano il possibile mantenimento di tutti o di parte dei posti di lavoro“.

Ministero e Regioni cercano ancora una mediazione con gli azionisti della compagnia aerea. Il governatore sardo Christian Solinas ha convocato un vertice nei prossimi giorni per cercare soluzioni alternative. Per i dipendenti non è infatti previsto alcun ammortizzatore sociale, solo il Naspi (indennità mensile di disoccupazione).

I sindacati

I sindacati spiegano: “Se partirà la procedura come è stata annunciata questa mattina per chi perde il lavoro ci sarà solo un indennizzo di disoccupazione, senza i classici ammortizzatori sociali. Questa sarebbe una seconda mazzata: per questo chiediamo alle istituzioni di fermare le iniziative dei liquidatori”.

Il segretario della Filt Cgil regionale Arnaldo Boeddu aggiunge: “Ancora non è arrivata alcuna lettera di licenziamento. Giungerà non appena i liquidatori definiranno il percorso con i dirigenti aziendali. Non c’è alcuna intenzione della proprietà di fare alcunché: occorre evitare che partano le prime lettere. Stiamo lavorando con i ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo economico per provare a cambiare la procedura ed evitare la liquidazione. Non bisogna arrendersi e fermarsi: vanno continuati presidi e assemblee, fino a quando non avremo risposte in questo senso”.