Air Italy: rifornimenti col motore acceso? In corso le verifiche Enac

La notizia è di quelle da verificare, naturalmente. Ma ha dell'inquietante. All'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile), secondo quanto riporta l'Unione Sarda e come conferma l'Ente stesso, è giunta una segnalazione a proposito della compagnia aerea Air Italy (che fa parte di Meridiana) e l'Ente sta operando una serie di accertamenti.

Secondo questa segnalazione ad opera dell'Usb (Unione Sindacale di Base), Air Italy avrebbe eseguito alcuni rifornimenti aerei con i motori dei velivoli accesi. «I rifornimenti con i motori accesi si sono verificati in tre diversi aeroporti piccoli e periferici in parti remote del mondo», si legge nella nota dell'Usb: a Roatan in Honduras, a Cayo Largo (Cuba) e a e Nosybe in Madagascar.

La nota prosegue così: «La circostanza che i fatti siano avvenuti in scali così marginali non è ininfluente, anzi è da collegare direttamente a ciò che è successo. Quando i velivoli partiti da Malpensa e quindi presumibilmente carichi di passeggeri in prevalenza italiani, sono atterrati in quegli scali, hanno avuto bisogno di fare rifornimento di carburante per poter proseguire o per tornare indietro. E lì sono cominciati i guai, perché entrambi gli aerei avevano l’Apu rotto e avrebbero avuto bisogno di un macchinario di appoggio per ripartire».

L'Apu (Auxiliary Power Unit) è una specie di motore d'avviamento che serve a mettere in funzione i motori di spinta. Quando non è funzionante, si utilizzano attrezzature esterne che consentono il riavviamento dei motori principali una volta che il rifornimento è stato effettuato.

Ma nei tre scali, prosegue la nota, «quelle macchine ausiliarie non c’erano e quindi se i Boeing avessero spento i motori principali per rifornirsi, avrebbero rischiato di rimanere per chissà quanto tempo fermi sulla pista, un’eventualità che per i dirigenti della compagnia sarebbe stata come un colpo al cuore. I comandanti hanno deciso di correre il rischio e di fare rifornimento con i motori accesi violando i dettami del manuale di volo della stessa Air Italy che al punto 8 esclude tassativamente una possibilità del genere. I fatti sono stati riportati in forma anonima, così come è consentito dalle norme, in tre Voluntary Safety Report, tre rapporti sulla sicurezza».

Il tutto, sempre secondo l'USB, sarebbe in linea con una serie di «piccole e grandi pressioni» che subirebbero i piloti della compagnia «per indurli a volare il più possibile, con orari lunghissimi e logoranti e in condizioni sempre meno tranquillizzanti anche dal punto di vista della sicurezza».

In Honduras, peraltro, il rifornimento sarebbe stato effettuato non solo a motori accesi ma anche con a bordo i passeggeri in transito.

Il rischio di questa operazione di rifornimento? Quello di un'esplosione. Secondo l'USB, «Per una violazione del genere, nell’ambiente aeronautico c’è chi non esclude la possibilità che alla compagnia possa essere comminata una sanzione estrema come il ritiro o la sospensione del Coa, il Certificato di operatore aereo».

Ora non resta che attendere le dovute verifiche dell'ENAC per sapere se esistono prove che possano confermare la vicenda.

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