"Aiutate il Pakistan": l'appello del premier Sharif dopo le alluvioni

Il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif ha chiesto l'aiuto internazionale per risollevare il Pakistan duramente colpito dalle alluvioni.

L'appello di Sharif su Twitter è arrivato mentre le piogge eccezionalmente forti non danno tregua e il bilancio provvisorio delle vittime è di 937 morti, di cui più di un terzo bambini. La crisi ha costretto il governo a dichiarare lo stato di emergenza.

Il premier ha dichiarato che la portata del disastro è peggiore anche di quella del 2010, quando le inondazioni uccisero 1.700 persone.

Venerdì le immagini della TV pakistana hanno mostrato l'impeto del fiume Swat: l'acqua ha investito e distrutto l'iconico New Honeymoon Hotel, nella località turistica nord-occidentale di Kalam. Non ci sono state vittime tra i turisti e il personale dell'albergo, evacuati prima dell'impatto.

Secondo l'Autorità nazionale per la gestione dei disastri, le inondazioni hanno danneggiato 170.000 case, spazzato via strade e distrutto quasi 150 ponti. Sebbene in alcune zone le acque si siano ritirate, la situazione è peggiorata nella provincia di Sindh, dove i soccorritori hanno utilizzato delle barche per portare in salvo le persone in difficoltà. Migliaia di pakistani colpiti dalle inondazioni vivono in case di fortuna e tende.

Venerdì Sharif ha visitato le aree colpite dalle inondazioni nella provincia di Sindh, assicurando alle vittime il sostegno del governo. Circa 6.500 militari pakistani stanno partecipando alle operazioni di ricerca e salvataggio e finora hanno evacuato più di 40.000 persone.

Giovedì le Nazioni Unite hanno dichiarato di aver stanziato 3 milioni di dollari per il Pakistan.
"Questi fondi saranno utilizzati per la salute, la nutrizione, la sicurezza alimentare, l'acqua e i servizi igienico-sanitari nelle aree colpite dalle inondazioni, concentrandosi sulle persone più vulnerabili", ha dichiarato l'Onu.

Le piogge monsoniche in Pakistan iniziano tipicamente a luglio. Ma quest'anno i forti acquazzoni sono iniziati a giugno, scatenando le inondazioni. Secondo gli scienziati, il cambiamento climatico è uno dei fattori principali alla base di questo tempo insolitamente rigido.