Aiuti per il terremoto: i mezzi migliori e più efficaci

Come aiutare i terremotati? Il sisma in Emilia Romagna, sarebbe meglio parlare al plurale visto che le scosse che hanno provocato i danni maggiori sono state 2 (quella del 20 maggio e quella del 29) ha provocato ingenti danni alle persone (24 morti, 350 feriti) e alle cose. Gli sfollati sono più di 15 mila, ma ciò che preoccupa, soprattutto in un contesto di generale crisi economica, sono i crolli di centinaia di capannoni che rischiano di sferrare un colpo durissimo ad un tessuto industriale fra i più sani e vitali del paese.

La naturale preoccupazione e partecipazione al dramma del resto del paese ha dato il via alla consueta gara di solidarietà. In tanti vogliono aiutare e mettersi a disposizione delle vittime, ma come farlo? Il metodo "classico", quello meno impegnativo e più pratico per tutti è rappresentato dal classico "SMS solidale". Basta inviare un messaggino al 45500 (oppure chiamare lo stesso numero da una linea fissa, non esclusivamente Telecom) per farsi addebitare 2 euro che finiranno in un fondo costituito ad hoc dalla Protezione Civile e dalla regione Emilia Romagna.

La domanda che in molti si pongono è: dove finiscono questi soldi? La risposta potrebbe non piacere a molte persone che hanno deciso di donare. In realtà, ad essere precisi, è impossibile conoscere la destinazione d'uso di quei soldi. Si può fare riferimento al caso più recente, quello del terremoto che colpì L'Aquila nel 2009. In quel caso vennero raccolti 5 milioni di euro, una cifra impressionante che dà l'idea di quanti italiani rimasero colpiti dal devastante sisma che ha distrutto la città abruzzese.

Come sono stati impiegati? La sorpresa è che per quanto chi dona immagina di fornire un aiuto immediato (l'idea è connaturata alla "modalità" di donazione, immediata) la realtà dei fatti è un'altra. Il denaro raccolto nel 2009 è stato affidato dalla Protezione Civile ad Etimos, un consorzio finanziario internazionale che si occupa di microcredito in molte realtà in giro per il mondo. Per farci cosa? Concedere prestiti a "tassi agevolati" a persone ed imprese coinvolte nel sisma.

Aggiornamento: IlPost.it approfondisce la questione delle donazioni per l'Abruzzo in questo articolo

Nessun "regalo", quello che la gran parte dei donatori avrebbe immaginato, e per quanto siano "a condizioni vantaggiosissime" si tratta per sempre di un prestito da rimborsare. Fra l'altro dei 5 milioni di raccolti 470 mila euro sono stati utilizzati "per oneri riferibili alla gestione del progetto", costi che (giurano i responsabili) sono "largamente insufficienti". Si tratta ovviamente di un'iniziativa meritoria e gestita con la massima trasparenza, ma è certamente da sottolineare che quando gli italiani inviavano SMS subito dopo il 6 aprile mai avrebbero immaginato che i loro soldi sarebbero stati utilizzati (soltanto nel 2011) come fondi per concedere prestiti.

Succederà lo stesso con gli SMS inviati al 45500 in questi giorni? Impossibile saperlo. Anche senza pensare male bisogna dunque chiarire un punto: i soldi donati via SMS non forniscono un aiuto immediato alle popolazioni e ci sono altri modi per rendersi utili fornendo assistenza ai terremotati. Sia chiaro: meglio donare che non donare, soprattutto perché la gestione del denaro afferisce sempre alla Protezione Civile, ma i termini vanno (in realtà "andrebbero") chiariti.

Intanto sono da ricordare anche le altre possibilità di inviare denaro per la gestione del post terremoto. Clicca qui per leggere tutti i metodi che hai a disposizione per aiutare i terremotati.

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