Aiutino sovranista per Ursula

Angela Mauro
Atos Chairman and CEO Thierry Breton arrives for a meeting at the Elysee Palace in Paris, France, February 22, 2018. REUTERS/Stephane Mahe

Thierry Breton, il candidato di Macron alla Commissione europea, rischia di non farcela al test dell’Europarlamento e trascinare con sé tutta la Commissione von der Leyen. Ancora presto per trarre conclusioni definitive: giovedì Breton, manager di lungo corso ed ex ministro dell’economia, verrà ascoltato in audizione nelle Commissioni competenti per le sue deleghe, mercato interno e industria della difesa (insieme ai candidati di Ungheria e Romania che presenterebbero meno problemi). Ma oggi, nella Commissione giuridica (Juri) che ha esaminato la sua posizione in fatto di conflitto di interessi, Breton è passato per un solo voto: 12 contro 11, e in più con l’aiutino sovranista.

Un’onta per la nuova Commissione di Ursula von der Leyen, presidente votata a luglio da una maggioranza europeista a tre: Popolari, socialisti, liberali. Ecco, oggi i socialisti hanno votato no ed è arrivato il soccorso da destra.

“Abbiamo chiesto chiarimenti sui suoi conflitti di interesse e non hanno accolto la nostra richiesta”, ci spiega la presidente dei Socialisti&Democratici Iratxe García Pérez. “Ora lo ascolteremo in audizione e valuteremo”.

La Commissione Juri si è espressa con voto segreto ma non è difficile risalire a chi ha votato cosa. I 6 componenti Popolari e i 4 Liberali naturalmente hanno appoggiato Breton. Gli altri 2 voti sarebbero arrivati dai Conservatori e riformisti: uno dall’esponente bulgaro e l’altro, secondo la ricostruzione dei partiti progressisti in Commissione, da Raffaele Stancanelli, deputato di Fratelli d’Italia, partito che alla plenaria di luglio votò no alla nomina di Ursula presidente della Commissione. Se così fosse, sarebbe già un inedito: il partito della Meloni che si avvicina a Ursula. Ma Fratelli d’Italia smentisce di aver ‘salvato’ Breton.

Ad ogni modo, indipendentemente da chi abbia espresso questo dodicesimo sì, è indicativa l’assenza di uno dei due esponenti sovranisti. Anzi: è stata determinante. Un...

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