Al Bagdhadi è stato tra gli uomini più potenti del mondo: le sue ricchezze

L'impero economico dell'Isis negli ultimi anni è stato duramente colpito ma Abu Bakr al Baghdadi lo scorso anno figura nella classifica di Forbes delle persone più potenti nel mondo insieme a personaggi del calibro di Xi-Jinping, Donald Trump, Angela Merkel, Vladimir Putin e Jeff Bezos.
Nel 2018 si attesta al 73esimo posto, perdendo posizioni rispetto agli anni precedenti, ma comunque mantenendosi nella lista degli uomini e donne più influenti.

Il 29 giugno 2014, con la creazione del califfato, l'Isis ridisegna i confini riconosciuti internazionalmente e proclama come leader Abu Bakr al-Baghdadi, le cui notizie sulla sua morte si rincorrono da anni. L'ultimo messaggio attribuito ad Abu Bakr al Baghdadi è stato diffuso il 16 settembre. Quanto al patrimonio economico dell'Isis, avere un quadro accurato e preciso è quasi impossibile. Le entrate infatti arrivano interamente da canali illeciti: riscatti per i sequestri, tasse estorte con violenza, contrabbando, furti di antichità. Ma sicuramente la perdita di città e territori ha intaccato le finanze della macchina del terrore. Territori più ridotti significano anche meno pozzi petroliferi.

Il rapporto dell'International Center for the Study of Radicalization and Political Violence (Icsr) ricostruisce un quadro che mostra come nell'arco di due anni le entrate finanziarie della più ricca organizzazione terroristica si siano dimezzata. Il primo dato che salta all'occhio è l'erosione del bilancio nel periodo che abbraccia la proclamazione del Califfato, giugno 2014, e la fine del 2016. Nel 2014 si stima che l'Isis avesse accumulato un patrimonio di quasi due miliardi di dollari. Nel 2016 le finanze si sono più che dimezzate, a un massimo di 870 milioni.