Al Csm chiesta apertura pratica su nomina toghe onorarie minorili

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Roma, 8 gen. (askanews) - Aprire una pratica in VIII Commissione del Csm per la revisione degli atti consigliari che riguardano la nomina dei giudici onorari, specie presso i Tribunali dei Minori, anche alla luce della inchiesta giornalistica che ha investito la Procura di Reggio Emilia, denominata 'Angeli e demoni' la vicenda sugli affidi illeciti e i bambini strappati senza motivo alle famiglie a Bibbiano. Lo ha chiesto oggi in Plenum il consigliere laico, Stefano Cavanna, secondo il quale l'attuale normativa secondaria adottata dal Csm "appare in serio dubbio di incostituzionalità, (in relazione all'articolo 97 quarto comma Costituzione) nella previsione in forza della quale la presenza di non meglio definite 'specifiche competenze' in pendant con altrettante non meglio definite 'particolare esigenze' dell'ufficio, si consente alla Commissione di concorso e quindi al CSM, in ratifica de relato, di derogare alla graduatoria e, quindi, di preferire candidati con punteggio inferiore". Per Cavanna tutto ciò rappresenta "un inammissibile potere discrezionale non consentito dalla normativa primaria, in una materia coperta da riserva costituzionale di legge".

Secondo il consigliere non togato "il ricorso a tale deroga (che comunque dovrebbe risultare residuale e volto a sopperire ad esigenze contingenti ed emergenziali) risulta in realtà ricorrente come modalità generale di scelta di parte dei giudici onorari minorili. Si impone, quindi, una seria rimeditazione degli atti consiliari in un settore così sensibile ed a rischio, anche al fine di perseguire ovvie finalità di trasparenza".