Al Padiglione Italia focus su Africa, transizione e digitalizzazione

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AGI - Una triangolazione tra Italia e Africa che passa attraverso gli Emirati Arabi Uniti, rafforzando le opportunità di sviluppo nel primo caso e la cooperazione nel secondo.

È questo l'obiettivo dell'High Level Meeting, “Nuove frontiere dell'Energia, Infrastrutture e Trasformazione digitale in Africa. Italia ed Emirati Arabi modello di Cooperazione”, organizzato dall'Ufficio Generale del Commissario italiano per Expo 2020, in collaborazione con la Camera di Commercio di Dubai, Confindustria e l'Italian Trade Agency (Ita), a cui hanno partecipato top decision maker pubblici e privati.

Guardando al Global Business Forum Africa, in programma per il prossimi 13 e 14 ottobre a Expo 2020 Dubai, l'appuntamento ha posto l'accento su digitalizzazione, Green e Blu economy quali obiettivi a cui l'Africa guarda e a cui l'Italia può contribuire con competenze e professionalità riconosciute a livello internazionale, come è stato evidenziato nel panel introduttivo.

“L'Italia è uno dei principali investitori in Africa, con 27 miliardi di euro investiti solo l'anno scorso” ha ricordato Giuseppe Mistretta, direttore per l'Africa Sub-Sahariana al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

“L'Africa cresce dal 6% fino al 10%, vede irrobustirsi la classe di consumatori e muove verso un'importante modernizzazione” ha aggiunto Massimo Dal Checco, presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo.

Barbara Beltrame Giacomello, presidente di Businessmed e vicepresidente dell'Industrializzazione di Confindustria, ha posto la digitalizzazione al centro delle riforme necessarie. Amedeo Scarpa, Direttore di Ice a Dubai, ha ricordato l'importanza dei 78 uffici dell'istituto del Commercio estero a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese italiane nel mondo. 

Il panel su Energie e Infrastrutture ha evidenziato il ruolo delle major italiane dell'energia nel percorso che ancora separa l'Africa dagli obiettivi della transizione energetica, evidenziando anche possibili sinergie con gli Emirati Arabi, come ha suggerito Ahmed Al Kalbani, capo economista dell'Abu Dhabi Fund for Development, che a oggi finanzia 278 progetti in 40 paesi africani.

Il tema del leapfrogging energetico, vale a dire dell'accesso all'energia, è poi emerso come uno tra i temi cruciali, “una pietra angolare per ogni tipo di sviluppo”, ha detto Alberto Piatti, responsabile dello Sviluppo Sostenibile di Eni, ricordando che 600 milioni di persone nell'Africa Subsahariana non ha accesso all'energia. “Vendiamo circa il 71% del nostro gas per il consumo domestico. I nostri impianti danno accesso all'energia a più di 20 milioni di persone. Ma anche la sinergia tra pubblico e privato, che stanno in un rapporto di uno a sette, è fondamentale, senza questa alleanza non potremo risolvere i problemi più urgenti del nostro tempo”.

Sul palco di Expo era presente anche Saipem, che ha ricordato “l'approccio improntato alla sostenibilità riconosciuto anche dalle principali agenzie di rating e capace di creare valore” come precisato da Fabrizio Botta, Global Sales & Strategy Director – E&C Onshore.

“Saipem è presente in Africa dal 1961 con più di cento progetti, è un un importante moltiplicatore della catena economica e sostiene la crescita dei paesi in cui siamo presenti” ha aggiunto ricordando, tra gli altri, la collaborazione con le Università in Algeria e il progetto di trasferimento di know how in Angola. 

Gabriele Scicolone, presidente di Oice ha ricordato lo scopo dell'Istituzione, vale a dire esportare le competenze tecnologiche. Elisabetta Romano, ceo di Sparkle, quinto service provider al mondo, ha illustrato il paradosso di un continente che spesso non conosce conti bancari ma che è stato tra i primi a sviluppare metodi di pagamento tramite telefono.

“La connettività internazionale della banda larga sta crescendo in modo impressionate in Africa e impatta fortemente le possibilità di impegno, fino a oltre 80mila lavoratori ogni milione di persone, con un incremento importante del prodotto interno lordo, come mostra il caso del Congo in cui è aumentato del 19% tra il 2012 e il 2017”, ha dichiarato. 

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