Al Pilastro il 24 manifestazione pacifica contro show di Salvini-2

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Bologna, 22 gen. (askanews) - "Io sono nata al Pilastro e ho sempre vissuto qui" spiega ad Askanews Ingrid Negroni, infermiera in pensione, una delle animatrici del blog www.pilastrobologna.it, nato nel 2016 in occasione del 50esimo anniversario della costruzione dei primi palazzi del Pilastro. Durante la visita di Salvini era presente anche lei, assieme ad altri residenti. "Stanno qui qualche minuto, non conoscono niente del quartiere, si fanno raccontare qualcosa dal loro staff. Ma qui ci viviamo noi, sappiamo bene quello che nel tempo è stato realizzato qui. Qui di fianco c'è un centro d'aggregazione giovanile, ci vanno ragazzi italiani e stranieri, ci sono due educatori e nessuno si è mai lamentato di niente. Vede laggiù? C'è la biblioteca" punto di ritrovo per la manifestazione di venerdì. "E proprio di fronte ci sono i locali della parrocchia".

E' vero, negli anni 60, questi palazzi (4 torri di 18 piani l'una, con 6 appartamenti per piano) erano abitati in particolar modo da meridionali e stranieri, essendoci molti appartamenti di edilizia popolare. "Nel tempo - continua Negroni - ci sono stati dei correttivi e molte case sono andate a riscatto. Adesso gli immigrati riescono a integrarsi molto più di prima, anche grazie ai numerosi progetti portati avanti dall'amministrazione comunale". Due asili - uno pubblico e uno privato, un asilo nido, una scuola elementare e una scuola media. "Qual è il problema? Perché Salvini deve venire qui a fare propaganda? Il problema dello spaccio è ovunque, non di certo solo qui al Pilastro? Uscire di casa alla sera non è un pericolo, io lo faccio da tutta la vita e anche le mie figlie, poco più che ventenni, tutte le sere escono da sole".

"Forse la propaganda di Salvini avrebbe bisogno di contenuti" aggiunge Noemi Piccioli, architetto, nata e da sempre residente al Pilastro. Ieri, alla "visita" del segretario della Lega, si è presentata con un cartello: "Perché non c'eravate alle riunioni sui negoziati di Dublino? Il Pilastro non si lega!". Uno stile un po' simile a quello del movimento delle sardine? "Non è necessario identificarsi con le sardine, ma in fondo tutti quelli che sono contro la propaganda sono un po' sardine - spiega -. Il Pilastro è l'esempio concreto, per come è stato progettato, di quartiere multietnico. Qui la convivenza è sempre all'ordine del giorno, chi vuole la può vivere: ci sono albanesi, serbi, marocchini e tante altre etnie... mai nessun problema di relazioni".