Al Qaeda, il Pentagono pubblica online ultime lettere e documenti di Bin Laden

Washington, 3 mag. (Adnkronos) - Un leader di al Qaeda allarmato dal "numero crescente di errori" commessi dai "fratelli" delle filiali di altri paesi, compreso Iraq e Yemen. E' questa l'immagine di un Osama Bin Laden preoccupato e deluso, sicuramente isolato, che emerge dalla lettera che scrisse nel 2010 ai suoi principali luogotenenti. La lettera e' tra i 17 file, tutti datati tra il 2006 e il 2011 scelti tra i 6mila trovati ad Abbottabad, e oggi pubblicati dal sito del Combating Terrorism Center dell'Accademia militare di West Point, ad un anno dal raid in un cui e' rimasto ucciso Bin Laden.

I documenti mostrano come, negli ultimi suoi anni, il leader terrorista abbia dovuto assistestere ad divisioni e contrasti interni all'organizzazione soprattutto riguardo al modo di gestire i nuovi gruppi affiliati, alcuni lontani geograficamente e non solo, che non mostravano molta disciplina o desiderio di seguire la linea dettata dall'alto.

Bin Laden e gli altri leader storici quindi si mostravano delusi e irritati per gli attacchi contro i musulmani, per una strategia mediatica definita goffa e, soprattutto, per la riluttanza mostrata da questi gruppi a concentrarsi maggiormente negli attacchi contro gli Usa e gli alleati occidentali.

Tra gli esponenti della vecchia guardia che mostravano la propria frustrazione per la scarsa 'ortodossia' dei nuovi gruppi e' Adam Gadahn, il 33enne californiano convertito che e' diventato il portavoce americano di al Qaeda e per anni il volto e la voce delle minacce di Bin Laden contro l'Occidente.

E' lui, insieme ad altri luogotenenti, a rivolgere un appello al capo affince' sconfessi pubblicamente i gruppi affialiti che si rifiutano di essere fedeli alla linea, testimoniano ancora i documenti che l'amministrazione Usa ha deciso di mettere online. Questi rappresentano una minima porzione dei documenti, dischetti ed altro materiale informatico portato via dai Navy Seal, insieme al corpo di Bin Laden, al termine del raid e che gli esperti di intelligence hanno definito il tesoro piu' grande mai rivenuto dall'inizio della guerra al terrorismo.

La pubblicazione conferma, dopo il viaggio a sorpresa di Barack Obama a Kabul da dove ha pronunciato il discorso ad un anno dalla morte di Bin Laden, mostra come il presidente intenda fare dalla lotta al terrorismo uno degli argomenti centrali della campagna per la rielezione.

In uno dei documenti trovati nell'ultimo covo di Osama Bin Laden ad Abbottabad, il cui autore è ignoto, si legge poi qualcuno pensava di cambiare il nome 'Al Qaeda', cioè "la base". Il marchio, usato per la prima volta dai mujaheddin che combattevano contro i sovietici negli anni ottanta, ha ormai fatto il suo tempo, e bisogna trovare un nome che esalti di piu' i sentimenti religiosi. Nel documento si argomenta che il nome di al Qaeda ha fatto "diminuire tra i musulmani la sensazione che noi apparteniamo" alla loro fede mancando di un evidente collegamento religioso.

E si avanzano anche delle possibili alternative che abbiano chiari diferimenti islamici: Gruppo jihad e monoteismo, Gruppo dell'unita' musulmana, Partito dell'unificazione della naziona islamica e Gruppo di liberazione Al-Asqa. Con un marchio del genere - conclude il suo ragionamento l'ignoto autore del documento - la guerra condotta dagli americani contro al Qaeda potrebbe essere rappresentata in modo piu' efficace ed evidente come una guerra contro l'Islam.

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