Al Sant’Orsola Bologna primi tre trapianti di microbiota intestinale

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Image from askanews web site
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Roma, 1 lug. (askanews) - Il Sant'Orsola è stato riconosciuto dal Ministero della Salute centro di riferimento per il programma nazionale di Trapianto di Microbiota Intestinale, ovvero di quelle comunità microbiche - batteri, miceti e virus - che assieme vivono nel nostro intestino. Diventa così uno dei 4 Centri in tutto il Paese assieme a Policlinico Gemelli, Careggi e Azienda Ospedaliero Universitaria di Pisa, per la pratica e lo studio di questa innovativa frontiera della medicina.

Eseguiti mercoledì 30 giugno i primi tre trapianti. Si tratta di tre uomini di 40, 50 e 60 anni. Per due di loro, gli uomini di 40 e 50 anni, il trapianto di microbiota rappresenta la speranza di poter risolvere una pouchite cronica che non rispondeva alla terapia antibiotica e potere così evitare una ileostomia definitiva. Per il paziente di 60 anni il trapianto di microbiota, invece, si è reso necessario per contrastare un batterio, il Clostridium difficile, anche questo resistente agli antibiotici che se non curato avrebbe potuto portare anche alla morte del paziente.

L'obiettivo generale del Centro è quello di fornire il trapianto di microbiota, che si ottiene dalla lavorazione delle feci di un donatore sano, con lo scopo di ridurre la morbidità e mortalità dell'infezione da Clostridium difficile, un batterio refrattario alla antibioticoterapia che se non curato può portare anche al decesso del paziente. Si stima che la mortalità a 30 giorni dal ricovero sia pari al 19% ed è massima tra i ricoverati in area intensiva dove raggiunge un valore del 29%.

Il trapianto di microbiota è consentito, attualmente, per la cura appunto del Clostridium e per altri rari casi per i quali è chiesta l'approvazione del Comitato Etico, ma un numero sempre maggiore di evidenze scientifiche indica che il microbiota intestinale può aiutare a contrastare stati infiammatori e de-regolazione immunitaria, aumentando l'efficacia di cure e terapie in innumerevoli contesti: dalle patologie gastroenterologiche - colite ulcerosa e pouchite cronica, morbo di Crohn, sindrome dell'intestino colon irritabile - a quelle epatologiche come la encefalopatia epatica, al trattamento di disordini del metabolismo quali obesità, diabete di tipo 2, insulino-resistenza; alle malattie neurologiche: sclerosi multipla e sclerosi laterale amiotrofica, morbo di Parkinson, epilessia, disturbi bipolari e disturbi dello spettro autistico; alle malattie del sistema immunitario e oncologiche: melanoma metastatico refrattario all'immunoterapia, graft-versus-host disease (trapianto di midollo nella leucemia mieloide acuta, trapianto di fegato), artrite reumatoide.

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