Al Sinodo sull'Amazzonia il nuovo "Patto delle catacombe"

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Città del Vaticano, 21 ott. (askanews) - La Chiesa rinnova, nello stesso luogo e con il medesimo spirito, il forte impegno sottoscritto il 16 novembre del 1965, pochi giorni prima della chiusura del Concilio Vaticano II. E' quello il giorno in cui quarantadue padri conciliari celebrano l'Eucaristia nelle Catacombe di Domitilla per chiedere a Dio la grazia di "essere fedeli allo spirito di Gesù" al servizio dei poveri. Viene firmato il documento "Patto per una Chiesa serva e povera": l'impegno assunto è quello di mettere i poveri al centro del ministero pastorale. Al testo, denominato anche "Patto delle Catacombe", hanno aderito oltre 500 padri conciliari. Dopo 54 anni, l'eredità dei padri conciliari è stata raccolta da un gruppo di partecipanti al Sinodo dei Vescovi per la regione Panamazzonica incentrato sul tema: "Nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale".

E' stato infatti rinnovato lo spirito di quella giornata vissuta nel 1965 nelle Catacombe di Domitilla. La mattina di domenica il cardinale Claudio Hummes, relatore generale al Sinodo per l'Amazzonia, ha presieduto la Santa Messa nello stesso luogo, il più grande ed il più antico cimitero sotterraneo di Roma. E proprio nelle Catacombe di Domitilla, stabilendo un forte legame con il documento firmato nel 1965, è stato sottoscritto dal gruppo di padri sinodali e da diversi laici che hanno partecipato alla celebrazione un documento intitolato: "Patto delle catacombe per la casa comune. Per una Chiesa dal volto amazzonico, povera e serva, profetica e samaritana".

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