Al teatro greco di Siracusa tre tragedie e una maratona con l'intera 'Orestea' di Eschilo

(Adnkronos) - Tre tragedie - 'Agamennone' di Eschilo, 'Edipo Re' di Sofocle', 'Ifigenia in Tauride' di Euripide - più una trilogia che si annuncia come una vera e propria maratona teatrale, per l'intera 'Orestea' di Eschilo che oltre ad 'Agamennone' comprende anche 'Coefore' ed 'Eumenidi': è il programma portante e importante della nuova stagione di spettacoli classici al teatro greco di Siracusa che si aprirà il 17 maggio per concludersi il 26 luglio, organizzato dall'Inda, l'Istituto nazionale del Dramma antico guidato dal sovrintendente Antonio Calbi, con sede nella città aretusea. Quanto alle direzioni dei tre spettacoli, i registi sono rispettivamente Davide Livermore, Robert Carsen e Jacopo Gassmann.

Dopo due anni di limitazioni dovute alla pandemia per il Covid, il teatro tornerà finalmente alla capienza piena di quasi cinquemila spettatori, con 45 serate che si dipaneranno nell'arco di tre mesi, all’insegna dell’arte e della cultura classica, per cui sono stati già venduti ben 52.000 biglietti; con una appendice al teatro greco di Akrai a Palazzolo Acreide - cittadina barocca in provincia di Siracusa sui monti Iblei, patrimonio dell'umanità Unesco come le vicine Noto, Ragusa, Modica, Caltagirone, Scicli, Militello, nonché Catania e la stessa Siracusa - che ospiterà il 'Festival internazionale del teatro classico dei giovani'.

Il 'sipario' si aprirà virtualmente il 17 maggio con 'Agamennone' di Eschilo, per la regia di Davide Livermore e le interpretazioni fra gli altri di Sax Nicosia, Laura Marinoni, Stefano Santospago, Gaia Aprea. "Avere la straordinaria occasione di dirigere questa tragedia significa accogliere la sfida di partire dall’archetipo per porre le premesse che, in maniera irrefrenabile, verranno sviluppate negli altri due drammi della trilogia dell'Orestea' - spiega il regista Davide Livermore - In quanto archetipo, corrisponde alla definizione stessa di 'classico' ovvero qualcosa che è esemplare sin dal momento della sua creazione, ma sempre vibrante ed estremamente attuale, motivo per cui va restituito in tutta la sua possanza e forza con un lavoro di altissima filologia". Il 9 luglio si potrà assistere, in una sorta di maratona teatrale, all'intera trilogia di 'Orestea', con le rappresentazioni di 'Agamennone', 'Coefore', 'Eumenidi', per una coproduzione dell'Inda con il Teatro nazionale di Genova.

Il giorno seguente, esordio di 'Edipo Re' di Sofocle' nella versione del regista canadese Robert Carsen con Giuseppe Sartori e Maddalena Crippa. "Cosa potrebbe essere più illuminante o più spaventoso che avere l'opportunità di dirigere questa opera al teatro greco di Siracusa? - si chiede il regista - Edipo Re non è 'un' dramma ma è 'il' dramma: i suoi temi e il modo in cui sono sviluppati ne fanno la tragedia a cui tutte le altre vengono paragonate. L’opera può essere letta come un'istruzione fatalistica all'uomo sulla necessità di accettare un destino ingiusto, ma può anche essere vista come una celebrazione dell'indipendenza dello spirito dell'uomo, che lo induce a resistere a quel destino e a combatterlo, per quanto insensato o inutile ciò possa essere".

In cartellone per il 17 giugno il debutto dell'allestimento di Jacopo Gassmann per 'Ifigenia in Tauride' di Euripide, con Anna Della Rossa, Ivan Alovisi e il 'bis' di Stefano Santospago. Il regista sottolinea che "è un testo costellato di domande e contraddizioni, a partire dalla sua natura stilisticamente ibrida: una tragedia scura e inquieta che si trasforma improvvisamente in una 'escape tragedy', una sorta di fuga rocambolesca da una terra dove apparentemente si compiono sacrifici umani ma che, a uno sguardo più approfondito, rivelerà una natura molto più ambigua e sfuggente".

Il 20 giugno si terrà una serata speciale per la Giornata Mondiale del Rifugiato, i cui proventi saranno destinati ai rifugiati ucraini in Italia, mentre la stagione 2022 si chiuderà il 26 luglio con la prima nazionale di 'Après les Troyennes', creazione di teatro-danza diretta dal coreografo brasiliano Claudio Bernard. In tutte le produzioni sono coinvolti gli allievi e le allieve dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico di Siracusa.

(di Enzo Bonaiuto)

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