Al Trieste Film Festival premio OBCT a "The euphoria of being" -2-

Orm/red

Roma, 22 gen. (askanews) - Il documentario è stato premiato "perché riesce a farci apprezzare, in quest'epoca di disillusione e assenza di prospettive, la forza dell'esistere ed il presente come opportunità di riscatto attraverso la bellezza, la tenerezza e persino a mostrare il valore della fragilità - spiega la motivazione - Perché incarna nell'incontro tra una donna anziana e una giovane danzatrice professionista, la bellezza del contatto con l'altro, contro l'intento dei carnefici nazisti di annichilire il corpo e de-umanizzare la persona".

"Perché è capace di rappresentare la forza del dialogo tra diverse generazioni mentre prevale nel nostro tempo la recriminazione e il risentimento".

E ancora, "perché nella relazione artistica e umana tra le tre donne coinvolte ci mostra la possibilità di superamento dei confini fisici e temporali".

Ma anche "per l'originalità con cui affronta il tema dell'elaborazione della memoria mostrandoci le difficoltà del superamento del trauma ma anche la possibilità di conviverci, e forse anche di sublimarlo, godendo delle opportunità di felicità della propria esistenza. E ci racconta la storia di chi è stata vittima di un sistema di morte trasformandola in protagonista della vita per mezzo dell'arte.

Infine perché stimola alla riflessione su un tema ancora poco elaborato in Europa centro-orientale come in Italia ovvero quello delle responsabilità' locali nella Shoah e perché ci fa conoscere alcune delle protagoniste della cultura e della società civile ungherese che si oppongono alla deriva nazionalista e autoritaria del paese. E questo toccante film e' un invito a costruire con loro un comune futuro europeo di democrazia e pace".(Segue)