Al via il congresso della SOI, la ripartenza dell’oftalmologia

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Image from askanews web site
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Roma, 8 lug. (askanews) - Al via il 18esimo Congresso internazionale della Società Oftalmologica italiana (SOI), il primo congresso post-pandemia dove sono attese a Roma - fino a domenica - 2.500 persone da tutta Italia e dal mondo. Si tratta del primo Congresso totalmente in sicurezza effettuato con ristrettissime norme anti-Covid.

"La Soi si fa carico di tutte le necessità e di tutti gli aggiornamenti che oggi devono essere diffusi per venire incontro a quella che è l'assistenza medica-oculistica nei confronti degli oltre 20-25 milioni di cittadini italiani che ogni anno sono obbligati per salvaguardare la loro vista a rivolgersi ai medici oculisti - spiega il presidente Soi, Matteo Piovella - e a tutte le opportunità positive che l'oftalmologia italiana mette in campo alla salvaguardia dei pazienti".

Una sanità che, dopo l'emergenza Covid, fatica a ripartire. "Il nostro impegno in questo congresso - prosegue Piovella - è evidenziare in modo positivo e collaborativo come ci occorra il sostegno da parte di tutti i decisori perché siamo in un periodo post bellico. Nel 2020 abbiamo avuto un numero straordinariamente impressionante di prestazioni che non sono potute essere erogate. Abbiamo avuto un numero inferiore di 400mila interventi di cataratta, mentre per la terapia salvavista per le persone affette da maculopatia, solamente il 15% ha avuto l'accesso, rispetto al milione di pazienti di cui normalmente, in periodo precovid, ci prendevamo carico".

Tante le tematiche affrontate al Congresso Soi. "Al Congresso - spiega Antonio Mocellin, Segretario Tesoriere Soi - facciamo il punto su tutte le tematiche diagnostiche, terapeutiche e innovazioni tecnologiche relative al mondo dell'oftalmologia. Cerchiamo di fare il punto sulle novità scientifiche e anche dal punto di vista organizzativo ci poniamo degli obiettivi, che sono quelli di recuperare il perduto dal punto di vista diagnostico e terapeutico dei pazienti imbrigliati nel Covid, nei ritardi di terapia e di diagnosi".

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