Al via il festival di Montona, tra impegno e informalità: "Abbiamo tutti bisogno di cinema"

Da 50 anni, ogni anno Montona si trasforma in cinema all'aperto nelle piazze del Paese, per un festival che vuole essere un piccolo festival in tutto, tranne che nelle sue ambizioni e nella sua qualità: il Motovun film festival, tra i più noti dell'Europa sudorientale.

Un festival per tutti

"Vorremmo regalare alla gente una magia cinematografica durante questi cinque giorni che li faccia riposare e rilassare", afferma il direttore Igor Mirković.

"Credo che quest'anno ne abbiamo tutti bisogno, e questa è stata l'idea con cui abbiamo messo insieme il programma".

Il festival mette in luce film indipendenti o provenienti da cinematografie lontane o poco conosciute, con più di cento cortometraggi e lungometraggi proiettati in cinque giorni

"Quest'anno abbiamo un mix di commedie molto, molto stravaganti; film politici che sottolineano alcuni dei messaggi che vogliamo trasmettere", afferma Milena Zajović, che ha organizzato la programmazione.

"Ma abbiamo anche molti film musicali e un intero programma di film dalla Svezia per i cento anni della loro cinematografia".

Oltre i pregiudizi

L'evento è anche un'occasione per promuovere i film che hanno difficoltà ad arrivare nelle sale cinematografiche, il più delle volte per restrizioni presenti nel Paese di provenienza del registro, consentendogli così di raggiungere un pubblico più vasto.

Per esempio, il film di Panar Panahi "Hit the Road", presentato quest'anno a Cannes e premiato in numerosi festival europei e internazionali, ha aperto il festival martedì. Panar Panahi è il figlio di Jafar Panahi, attualmente detenuto in Iran.

Il tutto in un'atmosfera informale e rilassata, senza tappeti rossi, consentendo il contatto diretto tra registi e pubblico. Impegno e semplicità, dunque.

Ogni anno il festival attira circa 25.000 visitatori, per lo più giovani, e quest'anno si consluderà sabato 30 luglio.

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