Al via il referendum nelle regioni ucraine occupate: "Essere parte della Russia, il nostro sogno"

"I referendum nelle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk e nei territori liberati per entrare a far parte della Russia sono conformi alle norme internazionali e alla Carta delle Nazioni Unite": lo ha dichiarato la presidente del Consiglio della Federazione Russa, Valentina Matviyenko, ai giornalisti.

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Valentina Matviyenko. - Alexander Zemlianichenko/AP

"Diritto alla vita"

"Sono certa che i referendum si svolgeranno in modo tale che nessuno avrà motivo di mettere in dubbio la legittimità. L'espressione della volontà avviene in conformità alle norme internazionali e alla Carta delle Nazioni Unite.

I residenti delle Repubbliche e degli altri territori liberati hanno questo diritto, un diritto legale. E, nella situazione attuale, è il diritto alla vita", ha affermato Valentina Matviyenko.

"Per motivi di sicurezza", nei primi quattro giorni di referendum la popolazione delle quattro regioni sarà invitata a votare vicino alle proprie abitazioni, piuttosto che ai seggi elettorali, oppure saranno effettuati dei "giri elettorali" proprio presso le abitazioni dei cittadini, spiega l'agenzia Tass.

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"Con la Russia, per sempre. 27 settembre". (Lugansk, 22.9.2022) - AP/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Oggi sono stati aperti i seggi elettorali per i rifugiati in diverse città russe: la Commissione elettorale centrale della regione di Kherson prevede che circa 750.000 personeparteciperanno alle votazioni, con mezzo milione di persone registrate come elettori nella regione di Zaporozhzhia.

Le schede elettorali per il referendum sono state stampate per 1,5 milioni di elettori della dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk, per i quali sono disponibili 450 seggi elettorali nella Repubblica e più di 200 in Russia.

Per la Repubbica di Lugansk, la Commissione elettorale centrale ha aperto 461 seggi elettorali nella Repubblica e 201 in Russia.

Secondo la regione di Zaporozhzhia, sono stati istituiti 394 seggi elettorali nella regione e altri 102 in Russia.

I cittadini della regione di Kherson possono esprimere il proprio voto in una qualsiasi delle otto commissioni elettorali territoriali o 198 locali, oppure possono farlo in Crimea, a Mosca o in altre città russe.

Secondo il quotidiano inglese "The Guardian", nel Donbass sono in corso ronde paramilitari russe per costringere i cittadini a votare. Inoltre, chi non va a votare, rischia di perdere il lavoro.

Il referendum, visto da Lugansk

Le schede elettorali, a Lugansk (città ucraina di 400.000 abitanti), sono già pronte: da questo venerdì 23 settembre fino a martedi prossimo, sono previsti i referendum di annessione alla Russia dei territori ucraini occupati.

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Distribuzione di volantini per andare a votare al referendum. (Lugansk, 22.9.2022) - AP/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Le schede elettorali sono state stampate in fretta e furia, per una una votazione dal risultato facilmente prevedibile.
Nelle regioni parzialmente occupate dai russi, il "Sì" all'annessione a Mosca è scontato, anche per l'apparente volontà popolare.

Volontà popolare "russa"?

Un residente di Lugansk dice: "Certo che andrò a votare, perché sono referendum per la Russia, per tutti noi, per i residenti del Donbass".

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"Certo che andrò a votare..." - Screenshot

Spiega una donna: "Vogliamo chiarezza e stabilità, quindi andremo al referendum".

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"Vogliamo chiarezza e stabilità". - Screebshot

Un uomo, chiaramente filorusso: "La Russia è un Paese potente, è il futuro, il potere, la verità. Quindi, essere parte della Russia è il nostro grande desiderio, lo stavamo aspettando da così tanto tempo...".

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"Essere parte della Russia è il nostro grande desiderio..." - Screenshot

Fino al 27 settembre, i residenti dei territori occupati di Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia potranno votare a questi referendum, che - tuttavia - non saranno riconosciuti da nessun Paese della comunità internazionale, tranne gli stretti alleati della Russia.

L'obiettivo di questi referendum - secondo gli analisti della politica del Cremlino - è che la Russia, in seguito, possa definire gli attacchi ucraini in queste zone come veri e propri "attacchi al territorio russo", potendo cosi rispondere con sempre maggiore forza.

Esplosione a Melitopol

Potente esplosione a Melitopol, nella regione di Zaporizhzhia, occupata dai russi: lLo ha annunciato il sindaco ucraino in esilio, Ivan Fedorov, citato da Unian.

La notizia dell'esplosione è stata confermata anche dalle agenzie russe: "Il terrore degli occupanti sta aumentando: alle 7 del mattino, a Melitopol, è risuonata una forte esplosione, che è stata ben sentita dai residenti nel centro della città.

Le persone hanno paura di lasciare le loro case. Il primo giorno del voto dello pseudo-referendum, gli occupanti hanno bisogno che tutti stiano tranquilli seduti a casa", ha affermato, con una nota polemica, il sindaco.