Al via "L'Autunno caldo del Mart", aspettando Caravaggio e Canova

Roma, 17 set. (askanews) - Presentato a Roma, alla stampa estera, quello che è stato ribattezzato "L'Autunno caldo del Mart". Una svolta per il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto che ha rinnovato i suoi vertici nella primavera 2019, nominando tra gli altri Vittorio Sgarbi presidente, e già nei prossimi mesi, dal 20 settembre al 22 novembre si mostra nella nuova veste. Una programmazione "calda", appunto, ha spiegato il direttore Gianfranco Maraniello, per qualità e intensità delle energie che alimenteranno il museo, tra grandi mostre di carattere storico, prestiti provenienti dai maggiori musei internazionali e non solo.

"Grandi mostre, una delle quali dedicata all'artista americano Richard Artschwager che successivamente andrà al Guggenheim di Bilbao, poi la grande attenzione alla storia dell'arte, la contemporaneità è un rapporto storico a una grande tradizione, ecco perché affronteremo le svolte della pittura e scultura tra fine '800 e inizio '900 grazie alla mostra dedicata una figura che ha rivoluzionato la danza, Isadora Duncan, che ha ispirato poeti, artisti e intellettuali del secolo".

"Poi grandi confronti con il rinnovamento delle collezioni, per cui vedremo grandi classici del '900 assieme a un cameo per il Mart, il restauro di una pala d'altare di Bernardo Strozzi che ispirerà visioni del contemporaneo attorno al suo blu che non è solo il colore mistico della religione cristiana attraverso l'allegoria del blu nella pala ma un colore che pervade la cultura contemporanea fino ad arrivare a Yves Klein, maestro del '900".

O come il parallelismo tra "La fanciulla del fiore" di Gino Rossi e la purezza delle forme nella sintesi scultorea di Arturo Martini. Confronti e accostamenti tra periodi diversi; il progetto è aprire il contemporaneo a tutti e farlo dialogare con l'antico. Ripensare il concetto stesso di arte contemporanea. E in quest'ottica in primavera arriva Caravaggio.

Vittorio Sgarbi: "Caravaggio ha il vantaggio di essere molto contemporaneo nella sua visione maledetta e dissacratoria, a me è venuto in mente che il Mart poteva essere un campo di sperimentazione per portare un grande dipinto di Caravaggio e vedere il nesso che poteva avere con l'arte contemporanea". "Quindi abbiamo questo filone, Canova e il contemporaneo, Raffaello e il contemporaneo e Cezanne e l'arte italiana, che credo siano buoni temi su cui la notorietà dei nomi detti potrà attrarre le persone".

Inoltre, numerose proposte nelle altre sedi del Mart, dalla Galleria Civica di Trento con Gianni Pellegrini alla Casa d'Arte Futurista Fortunato Depero con la mostra "Tuuumultum! Campionature tra arte, musica e rumore dalle Collezioni del Mart" e un programma specifico per le scuole. Dal 22 ottobre inaugura anche la nuova caffetteria con lo chef stellato Alfio Ghezzi.

Mart, insomma, come polo culturale strettamente legato al territorio ma che punta a diventare internazionale. L'assessore all'Istruzione, università e cultura della provincia autonoma di Trento, Mirko Bisesti: "Dobbiamo usare strategicamente la nostra posizione di confine per guardare anche all'Europa, l'Italia ha un'ampia offerta culturale e il Trentino per sapersi distinguere deve puntare su qualità e reti che possano anche guardare all'estero".