Al via a Milano 'A scuola di foresta', il bosco diventa materia di studio

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Dalla teoria ai laboratori sul campo con messa a dimora di nuovi alberi: il bosco, inteso come ecosistema custode di biodiversità nonché 'depuratore' di aria e acqua, entra in didattica, dalla scuola dell’infanzia fino ai licei linguistico e scientifico scienze applicate, per consolidare la consapevolezza degli studenti circa il ruolo fondamentale che le foreste svolgono nella vita dell’uomo. Accade a Milano, dove l’istituto onnicomprensivo paritario Scuola Europa ha aderito con l’anno scolastico in corso al progetto pilota 'A scuola di foresta', strutturato da Etifor, spin-off dell’Università di Padova impegnato nella valorizzazione del patrimonio naturale e in opere di riforestazione in tutto il mondo.

L’iniziativa si è concretizzata in un primo momento nell’affiancamento da parte del team di ricercatori di Etifor ai docenti della scuola per la declinazione della didattica a seconda dell’ordine di studio e, in seconda battuta, in una serie di laboratori realizzati direttamente nel bosco, l’oasi Wwf di Vanzago alle porte del capoluogo lombardo, per dare spazio alle modalità di apprendimento esperienziali e per dare vita ad un nuovo bosco realizzato direttamente dagli studenti. Farnia, rovere, tiglio, noce, castagno, gelso e pino silvestre sono le specie messe a dimora da alcune classi della primaria e della secondaria di primo grado in occasione delle prime uscite e sono state selezionate per potenziare la biodiversità del territorio ospitante.

Il progetto 'A scuola di foresta' gravita attorno a tre aree tematiche principali: cosa sono le foreste, la loro struttura e funzioni principali, il loro ruolo per la salute dell’uomo e nel contrasto al cambiamento climatico.

"L’obiettivo è formare gli adulti di domani, in maniera strutturata e coinvolgente, sul tema cruciale del patrimonio boschivo - spiega Ilaria Doimo, project manager di Etifor - di cui va compreso il complesso funzionamento, trattandosi di un micro-contesto che è specchio di dinamiche climatiche globali".

"Dopo il primo anno di test intendiamo piantare un albero per ciascuno studente - spiega Mariolina Esposito, presidente del cda di Scuola Europa - dando così vita a un vero e proprio bosco della scuola. Entro dieci anni, ci piacerebbe rendere l’istituto climate positive, ovvero in grado di catturare con la sua foresta più CO2 di quella emessa, in linea con i Sustainable Goals dell’Agenda 2030 dell’Ue che perseguiamo con diverse attività".

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